Giulio Parusso e i cattolici albesi che fecero l’Italia

ALBA Nel 2011 Gazzetta d’Alba scelse di celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia con una rubrica dedicata ai cattolici dell’Albese che avevano lasciato un segno nella storia del Paese. La scelta dell’autore cadde, e non avrebbe potuto essere altrimenti, su Giulio Parusso. Quegli scritti sono diventati un libro per volontà dell’associazione intitolata allo storico che più di ogni altro, nel dopoguerra, si era impegnato nel ricostruire e divulgare le vicende della città e le persone che ne erano state protagoniste. Il contributo dei cattolici albesi all’Unità d’Italia (1861-2011) sarà presentato venerdì 15 settembre, alle 17, nel palazzo Banca d’Alba, in via Cavour 4.

All’incontro parteciperanno, coordinati da Gianfranco Maggi, il sindaco Maurizio Marello, Ettore Paganelli, Roberto Ponzio, che presiede l’associazione, e il direttore di Gazzetta don Giusto Truglia.

La galleria delle figure «dei cattolici di questo territorio che hanno contribuito alla costruzione del nuovo Stato» fu sviluppata da Parusso nel corso di un anno, ricorda Truglia nella presentazione. Si tratta di uomini e donne in alcuni casi molto noti, in altri misconosciuti ai più, ma uniti dal non essere «buoni per tutte le stagioni». Scrive Ponzio: «Personaggi che, per usare le parole di Giulio, “con serietà e dignità hanno mantenuto fede, con linearità, ai loro ideali di onestà, servizio e solidarietà” senza opportunismi e trasformismi».

Il libro che sarà presentato è l’ultima opera di uno studioso che, come i personaggi dei quali scriveva, ha dato molto ad Alba. Nella sua attività storiografica, Parusso si occupò della storia medievale prima e di quella contemporanea poi, scrivendo e coordinando opere fondamentali per conoscere il passato – e quindi il presente – della città.

p.r.

L’introduzione alla raccolta del direttore di Gazzetta d’Alba Giusto Truglia

Con piacere diamo alle stampe questa raccolta di scritti del caro Giulio Parusso, grande collaboratore di Gazzetta d’Alba. Nel 2011, in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, egli ricordò a puntate, sulle pagine del settimanale albese, le date più significative e le figure dei cattolici di questo territorio che hanno contribuito alla costruzione del nuovo Stato, attraversando e superando le terribili prove di due guerre mondiali, dell’anticlericalismo massonico e marxista, della dittatura.

Scriveva Parusso nel 2011: «Nei 150 anni dell’Unità d’Italia, che si celebrano quest’anno, anche il territorio albese ha dato il suo contributo all’Unità con l’opera e il sacrificio di molti suoi figli. Molteplici le iniziative sorte in questi anni nell’Albese: culturali, sociali, economiche; tutte hanno contribuito, in qualche modo, a migliorare le nostre vite. Con circa 400 date, scelte fra le più significative, questa rubrica intende ricordare personaggi, avvenimenti che, in qualche modo, hanno “dato” qualcosa alla comunità. Potrebbe anche essere, questa rubrica, lo spunto o l’occasione per le scuole di dedicare un’ora alla settimana alla storia del nostro territorio, approfondendo la vita di quei personaggi o quegli avvenimenti che si ritengono più significativi».

Gazzetta d’Alba, che è nata nel 1882 e oggi celebra i suoi 135 anni di pubblicazioni, con le sue pagine ha fatto da sottofondo e da testimone a una storia entusiasmante, in cui il mondo cattolico ha dato prova di creatività e intraprendenza, con pastori illuminati, laici (e laiche) generosi, oltre che preparati a essere protagonisti della vita politica, culturale ed economica del Paese. Un richiamo e uno stimolo per chi si vuole cimentare, oggi come in futuro, nell’impegno civile.

La quarta di copertina del volume

Giulio Parusso (1941-2014) è stato apprezzato giornalista e studioso di storia albese. Ha guidato l’ufficio stampa del Comune di Alba e il centro studi Beppe Fenoglio. Nel 2011, per il 150° dell’Unità d’Italia, ha rievocato a puntate su Gazzetta d’Alba le figure dei cattolici di questo territorio che hanno dato un contributo alla costruzione del nuovo Stato. Ora l’associazione culturale a lui dedicata ripubblica quei testi, dai quali emergono pastori illuminati e laici generosi, protagonisti della vita politica, economica e culturale del Paese.