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In San Domenico si apre una mostra tra fotografia, pittura e poesia

ALBA  Il titolo della mostra – Natura, paesaggi, figure – ben introduce la peculiare essenza dell’esposizione artistica che sarà inaugurata  sabato 2 settembre nella chiesa di San Domenico, in via Teobaldo  Calissano 6, ad Alba. Grazie all’ospitalità di Famija Albèisa e in collaborazione con l’associazione culturale Premio Roddi, saranno fruibili alcune tra le migliori opere fotografiche di Giancarlo Ricatto, Gian Paolo Montisci e  Martino Morelli, accanto ai quadri di Gian Paolo Basso e alle liriche scelte da Giovanni Tesio.

L’occasione vuole unire arti diverse – pittura, fotografia e poesia -,  legandole con l’intimo filo dell’ispirazione. Le immagini fotografiche di Ricatto, Montisci e Morelli, fotografi che già si sono sperimentati insieme in diverse mostre, faranno da contrappunto alle importanti opere di Basso, mentre i sapienti ritmi poetici scelti da Giovanni Tesio condurranno il visitatore a conoscere in profondità gli artisti.

La vernice dell’esposizione è prevista il 2 settembre alle 17 in San Domenico, alla presenza degli autori (ingresso libero).

La mostra proseguirà  fino al 16 settembre nei seguenti orari: dal martedì al venerdì 10-12, 15-18; sabato e domenica 10-12, 14.30-18.

 

I profili degli artisti in esposizione

GIANCARLO RICATTO

Giornalista, per la stampa locale e nazionale, autore di alcune pubblicazioni sulla cucina del territorio tra cui Il grande libro della cucina albese. Dopo una pausa, si riaccosta alla fotografia in tempi recenti grazie all’incoraggiamento e all’aiuto di un noto professionista albese,  operante in campo nazionale e internazionale. Pratica, in fotografia, accanto al genere descrittivo dedicato al territorio, un percorso decisamente informale.

 

MARTINO MORELLI

Classe 1960, si avvicina alla fotografia  alla fine degli anni Settanta. Frequenta così il Paravia e lo studio di Luigi Funari, eclettico fotografo ligure. Dopo  ampie esperienze – dalla foto medica all’oggettistica, dall’immagine industriale ai matrimoni -, nel 1985  rileva lo studio fotografico Perino di Torino, mentre oggi lavora e vive a Ceresole.

 

GIANPAOLO MONTISCI

Gli occhi lasciano intuire la sua origine (sardo con madre pugliese), ma il cuore e la testa sono tutti a Ceresole, dove ha trascorso la vita. Assicuratore di professione e artista per passione, ama la fotografia, la natura, il teatro – è diplomato alla scuola di recitazione del Teatro delle dieci fondata da Massimo Scaglione – e la pittura. Le sue immagini fotografiche immortalano la natura e scaturiscono sempre da un’emozione.

 

GIAN PAOLO BASSO

Nasce nel 1975. Laureato in pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, è allievo del maestro Ottavio Mazzonis. L’arte di Basso è coraggiosamente figurativa, nel senso che rimane coerente alla rappresentazione del vero, filtrato attraverso l’universo di emozioni dell’artista. Basso interpreta la pittura, misurata nell’equilibrio di toni e cromatismi, come ricerca sul colore e sulla luce, immortalando il soggetto in pose statiche o dinamiche, come un ritratto, cogliendone lo spirito essenziale per fermare l’attimo, soffermandosi sui dettagli di oggetti comuni, quotidiani, su foglie, fiori, animali, perché la bellezza si trova ovunque, basta saperla vedere.

 

GIOVANNI TESIO

Professore ordinario di letteratura italiana presso l’Università degli studi del Piemonte Orientale e critico letterario, è nato a Piossasco (Torino) nel 1946. Tra i maggiori esperti di poesia in dialetto, è presente in alcune riviste scientifiche come il Giornale storico della Letteratura italiana, Lettere italiane, Belfagor, Critica letteraria, Paragone e Studi piemontesi. Attento, sulla linea segnata da Carlo Dionisotti, alla geografia e alla storia della letteratura italiana, muove la propria attività di ricerca lungo i versanti del rapporto tra scrittura e territorio. Dal 2005 è presidente del concorso di poesia “Premio Roddi”. Proprio a Roddi, nel 2012, assieme allo scrittore bolognese Giordano Berti ha organizzato un percorso poetico a cielo aperto dedicato ai cercatori di tartufi, intitolato Trifola bela, a fa piasì contela, in collaborazione con l’Archivio storico del tartufo.