Come leggere il codice sul guscio delle uova che troviamo in vendita

ALIMENTI Imparare a leggere il codice di tracciabilità delle uova può essere molto utile in questo periodo legato allo scandalo delle contaminazioni con il Fipronil. «Le uova in commercio hanno sul guscio un codice che riporta informazioni del prodotto, una serie di lettere e numeri attraverso cui è possibile ricostruire l’intera storia dell’uovo che mangeremo», spiega Tommaso Lo Russo del Comitato difesa dei consumatori di Alba e Bosia.
«La prima cifra riporta la tipologia di allevamento delle galline: “0” sta a significare un allevamento di tipo biologico, “1” corrisponde all’allevamento all’aperto, “2” è per l’allevamento a terra, “3” corrisponde all’allevamento in gabbia dove gli animali non hanno alcuna libertà di movimento.
La seconda combinazione del codice è composta da due lettere che indicano il Paese d’origine delle uova (It per l’Italia). Seguono tre cifre che rappresentano il codice Istat del Comune dove è situato l’allevamento, seguite dalla sigla della provincia. L’ultima serie di cifre è il numero identificativo dell’allevamento di provenienza e riporta anche la data di scadenza, che va indicata anche sulla confezione assieme al nome dell’azienda di origine o di imballaggio.

Le categorie di peso e freschezza

Esistono diverse categorie di uova: “A” sono uova fresche, che possono essere consumate senza sottoporle ad alcun trattamento come lavaggi o pulizia; “B” sono le uova destinate alle industrie di trasformazione (produttori
di maionese e prodotti dolciari, pastifici, dove verranno utilizzate previa pastorizzazione) o a quelle non alimentari.
Le categorie di peso vanno da “S”, uova piccole, che pesano meno di 53 grammi a “Xl”, grandi, che ne pesano più di 73.