Usi e costumi di Sommariva Bosco nel medioevo, tre appuntamenti

SOMMARIVA DEL BOSCO

Era il 1416 quando i fratelli Roero, esponenti di una ricca e ambiziosa famiglia con progetti di grande espansione territoriale,  concessero al loro importante feudo di Sommariva del Bosco una serie di norme scritte, che rappresentavano l’estensione e il limite dell’autonomia di sudditi  (quasi) sempre obbedienti ai loro signori. Sanguinose vicende feudali, rovesciamenti di alleanze e ribellioni facevano da sfondo alle regole della vita quotidiana, tra multe severe per i commercianti disonesti, pene cruente per ladri e stupratori e rigide norme in tema di doti ed eredità. Gli statuti furono per i comuni l’ inizio di un percorso di indipendenza che ebbe esiti altalenanti e spesso contraddittori nella storia italiana.

Per trattare diffusamente l’argomento, oggetto anche della mostra L’Alba delle autonomie, che sarà visitabile fino al 24 settembre, si terranno due conversazioni con esperti.

Domani, giovedì 14 settembre alle 21, si parlerà di  “Il codice e la vita del borgo nel tardo medioevo” a cura di G. Lorè e G. Chiavazza, mentre venerdì 22 settembre, sempre alle 21 di “Onomastica sommarivese nei secoli” a cura di G. Strumia

A completare il panorama di approfondimenti ci sarà il convegno, sabato 23 settembre, dalle 9.30 alle 17, dal titolo “Sommariva del Bosco nel tardo medioevo”. L’incontro sarà dedicato al tema degli statuti sommarivesi, interpretati nel contesto più ampio della vita giuridica, politica, amministrativa e  quotidiana del medioevo piemontese.