Alba: per rendere il Riddone sicuro il Comune spende 50mila euro

ALBA La storia comincia nel 1994, anno tremendo per la città a causa dell’alluvione e del correlato sgomento. I danni a persone e uomini spinsero gli amministratori a incrementare la sorveglianza delle proprie terre e la cura dei torrenti, in modo da prevenire la ripetizione del disastro.
Un atteggiamento che oggi l’assessore ai lavori pubblici Alberto Gatto rievoca nel commentare l’approvazione, attraverso una delibera di Giunta di settembre, dello stanziamento di 50mila euro per la messa in sicurezza del torrente Riddone. Operazioni richieste a gran voce dai residenti dell’area negli ultimi anni, il cui scontento – già raccontato sulle pagine di Gazzetta – aveva incontrato infine l’ascolto della politica. <EM>Spiega Gatto: «Oggi tentiamo di applicare misure preventive in maniera costante. Per il buon mantenimento dell’efficienza idraulica dei torrenti vengono eseguiti periodicamente interventi di manutenzione ordinaria e all’occorrenza straordinaria, allo scopo di risolvere i punti di maggiore criticità. Questo anche perché la Regione Piemonte, che ha la competenza dei torrenti, non riesce a intervenire in tempi brevi».

Ripristinare la sezione dell’alveo

Prosegue Gatto: «Perciò oggi vogliamo riqualificare un tratto di città potenzialmente pericoloso, il Riddone. Il progetto definitivo appena approvato è quello di ripristinare la sezione d’alveo tramite il taglio della vegetazione e la rimozione di eventuali rifiuti o materiali di deposito. È poi prevista la manutenzione degli argini e delle opere accessorie mediante un’analoga espulsione delle piante sulle scarpate. Lo scopo dell’intervento è quello di limitare eventuali pericoli di esondazione che si potrebbero verificare in caso di piogge insistenti, ripristinando la sezione idraulica dello scolmatore in località Mussotto».
Per pagare i lavori l’Amministrazione albese ha utilizzato uno “spazio finanziario” di 30mila euro concesso dalla Regione alle casse albesi, mobilitando risorse di bilancio prima congelate. I restanti 20mila euro derivano invece direttamente dal “portafoglio” comunale. La somma delle due voci porta così il totale di spesa destinato alla manutenzione dei corsi d’acqua a oltre 300mila euro negli ultimi tre anni.
Marco Giuliano