Perché si dice fare una figura “da Cicolaté”? Scopriamolo con Paolo Tibaldi

ABITARE IL PIEMONTESE

Cicolaté: Cioccolatiere, cioccolataio. Fare una figuraccia, in senso figurato

Alba vanta l’orgoglio dell’industria dolciaria Ferrero, simbolo piemontese, italiano e mondiale dell’affinamento del cacao. Da queste parti, almeno una persona per famiglia si dice che trascorra o abbia trascorso la propria vita lavorativa nella “Fabbrica della cioccolata”, come la chiamano ancora alcuni.

Proprio al mondo del cioccolato, oltre alle delizie multiforme che la Ferrero produce, è legata anche una tipica e divertente espressione piemontese: “fè na figura da cicolatè” (fare una figura da cioccolataio), ovvero fare una figuraccia. Ma quando nasce questa espressione e qual è la sua etimologia?
Bisogna anzitutto sapere che, visto il successo di questa prelibatezza gastronomica, alcuni maestri cioccolatai piemontesi guadagnarono rapidamente fama e denaro, tanto da diventare alcune delle figure borghesi più ricche tra il ‘700 e l’800.

Una versione dell’origine di questa espressione ci viene data da Alberto Virgilio nella sua opera Voci e cose del vecchio Piemonte pubblicata nel 1917. Si dice che ci fosse a Torino un cioccolatiere che andava in giro con una carrozza trainata da ben 4 cavalli; all’epoca i borghesi nella città sabauda si spostavano con carrozze trainate da due soli cavalli.

Sembra che il Duca Carlo Felice di Savoia, vedendo l’affronto del tutto involontario, si sia risentito e abbia convocato il cioccolatiere stesso, chiedendogli di non ostentare abitudini reali in quanto il Re non poteva permettersi di essere scambiato per un cioccolataio, e quindi di fare “na figura da cicolatè”. Di conseguenza Carlo Felice avrebbe richiesto una carrozza ben più lussuosa e regale di quella del ricco cioccolataio affermando: “Quando esco in carrozza non voglio fare la figura di un cioccolataio”.

Vero è che da quel giorno, gli artigiani del mestiere preferiscono decisamente essere chiamati cioccolatieri!

Paolo Tibaldi