RdR, la radio libera del Roero, dopo 35 anni un incontro a Canale

CANALE Questa è la storia di un’esperienza nata, cresciuta ed esauritasi più di trent’anni fa, eppure non c’è traccia di nostalgia nel ripercorrerla. Piuttosto riemergono ricordi che hanno saputo sopravvivere al tempo. Era il 1977 quando, in una Canale attraversata da un fermento culturale, politico e d’impegno giovanile, un gruppo di amici decise di iniziare una nuova avventura: una radio libera, diversa da quella statale che aveva perso il suo monopolio e, ancor di più, da quelle commerciali che avrebbero spopolato di lì a poco. Dopo un anno di preparazione, RdR (in un primo momento acronimo di Radio democratica del Roero, poi Radio giornale del Roero) iniziò a trasmettere il 29 luglio del 1978. A muovere i fili di questo sogno, c’erano ragazzi e ragazze tra i 18 e i 20 anni, pronti a investire tempo, energie – e pure risparmi – nel progetto.

Tra loro, Beppe Pasquero, nel ruolo di vicepresidente dell’associazione nata con la radio: «È stata un’esperienza fantastica e incredibile allo stesso tempo. Tra Pro loco, il gruppo Insieme e gli scout, a Canale i giovani erano in prima linea: RdR divenne il centro di tutto questo», ricorda con la voce ancora piena d’entusiasmo. «I direttori si erano mai occupati di comunicazione, i pubblicitari tantomeno e gli speaker avevano mai parlato a un microfono. Comprammo le attrezzature di tasca nostra e costruimmo tutto da soli, con l’aiuto di chi di noi si intendeva di elettronica. Anche il primo ripetitore sulle colline di Montaldo Roero è opera nostra, pezzo per pezzo: a distanza di quarant’anni, è ancora lì!». E quando gli ascoltatori iniziarono a crescere, ne venne installato uno più alto a Benevello, con il quale riuscirono a trasmettere non solo nel Roero, ma anche nelle Langhe, nell’Astigiano e nella zona di Poirino.

E nell’inverno del ’79, quelli di RdR lanciarono un’iniziativa da Guinness dei primati: «La più lunga trasmissione al mondo con un unico conduttore, Pier Giuseppe Magliano. Durò per 4 giorni, 4 ore e un minuto, dalle 12 del 26 dicembre alle 4.01 del 30», racconta Pasquero. «Decidemmo di chiamarla Parliamone… per dare l’idea di uno spazio aperto a tutti. Vi parteciparono personaggi come il presidente della Regione Aldo Viglione, il vescovo di Alba Fausto Vallainc, campioni dello sport, i sindaci dei paesi vicini e persino Paolo Conte, con una memorabile telefonata: le persone non smisero di ascoltarci nemmeno per un secondo». Il pubblico c’era, l’energia pure, ma purtroppo era l’epoca a cavallo tra gli anni ’70 e gli ’80, con interessi bancari che rasentavano il 20 per cento: «Fummo costretti ad accettare la realtà e a chiudere: RdR trasmise l’ultima volta il 18 aprile 1982, con la canzone The river di Bruce Springsteen».

A trentacinque anni da quella data e a quaranta dall’esordio, i fondatori si sono dati appuntamento per domenica 22 ottobre, dalle 9 alle 13, nella chiesa di San Giovanni, per un mattino aperto a tutti con interventi musicali, interviste, letture a più voci e video per rivivere la storia della Radio libera del Roero. Il discorso conclusivo spetterà a Beppe: «Sarà un modo per ritrovarci, ringraziare le nostre famiglie che ci permisero di dare vita al nostro sogno, ma anche per condividere con chi ci sta accanto e i nostri figli. Ci auguriamo che RdR possa diventare uno spunto per i giovani di oggi, per impegnarsi e per esprimersi a modo loro».

f.p.