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Con Paolo Tibaldi scopriamo le origini del termine piemontese “Meiȓa”

ABITARE IL PIEMONTESE

Meiȓa: Granoturco, meliga, mais

Un tempo, la dedizione al lavoro agricolo era totale e, per quasi tutti, occupava l’intera giornata: la terra va accudita e seguita in ogni periodo dell’anno, cercando di leggere nella direzione del vento, nella forma delle nubi e nei comportamenti degli animali, l’arrivo delle nuove stagioni. E si guardava al cielo per scrutare la luna, che scandisce i tempi di quasi ogni lavoro.

A proposito di lavori agricoli, ecco che questa settimana parliamo di un certo grano: la meiȓa, il granoturco. Qualche “puntata” fa, è stata sottolineata l’arguzia dell’uomo piemontese a battezzare alcuni frutti o semi, con il nome della loro zona di provenienza. Nel caso del granoturco dobbiamo fare una curiosa eccezione poiché si parla di un grano che non proviene dalla Turchia, tutt’altro. E bene, quando venne esportato in Europa dalle Americhe (La Meliga = La Merica), venne comunicato che quei chicchi gialli li utilizzavano per dar da mangiare i tacchini, in inglese chiamati Turkey. Proprio per assonanza, quel grano venne battezzato granoturco, letteralmente il grano per i tacchini. Ma ormai non sono solo più i tacchini a beneficiarne.

E proprio il granoturco, con tutte le sue parti e i lavori che richiede è stato anche un collante sociale. Affrontiamo insieme i momenti e le parti della pianta: una volta seminato, bisognerà aspettare il mese di Agosto per fare la cosiddetta meiȓàssa, ossìa togliere le foglie al di sopra della pannocchia per farla meglio maturare; le foglie tagliate, vengono spesso utilizzate come cibo per gli animali. Una volta raccolto, il canon (la pannocchia ancora ricoperta di semi e foglie) subisce un processo autunnale chiamato desfojé o despojé, ovvero le foglie vengono ripiegate alla base della pannocchia (pan ‘d meiȓa) a formare così diversi mazzi appesi a seccare, per poi procedere all’ultima azione, chiamata despané, sgranare finalmente da tutti i semi di meiȓa la pannocchia che, una volta nuda, assumerà il nome di toto o totolo.

Andé paid i beu ‘ntra meiȓa (andare come i buoi nel granoturco), è un modo di dire usato ancora oggi per riassumere il fatto che si stiano svolgendo azioni in maniera grezza, villana, alla cieca, senza attenzioni circostanti.