È difficile eliminare la cimice asiatica

IL PROBLEMA La cimice asiatica, classificata come Halyomorpha haly, è originaria di Cina, Giappone e Corea. La sua presenza è stata segnalata in Europa nel 2007 e in Italia nel 2012. È un insetto di elevata prolificità e non sono ancora stati riscontrati nel nostro Paese predatori naturali. Per la sua diffusione ha così campo libero e i danni possono essere molteplici alle coltivazioni, compresi noccioleti e vigneti.

Il suo ciclo di vita è annuale, con una o (secondo alcuni autori) due generazioni. Nel suo ambiente di origine, può arrivare fino a sei, durante la primavera e l’estate. Nel corso della presente stagione, tuttavia, se ne sono verificate da due a tre, probabilmente a seguito della peculiarità climatica. Si trovano esemplari adulti nelle nostre coltivazioni da giugno a settembre, in vario numero, in relazione all’andamento climatico più o meno favorevole. Ad agosto, quando aumentano i divari termici tra il giorno e la notte, gli adulti tendono a insediarsi negli anfratti, ricercandoli istintivamente quale riparo. Si formano così aggregazioni di diversi individui.

Non è sempre agevole riconoscere il reale livello dell’infestazione, che tuttavia può incrementarsi progressivamente col passare del tempo. Non sono ancora chiare le modalità tramite le quali alcuni areali appaiono notevolmente infestati mentre altri apparentemente simili lo sono molto meno. Notevole importanza, una volta accertata la presenza del parassita, è la rilevazione della popolazione. Il clima caldo, la siccità prolungata e la presenza di vegetazione molto fitta (quindi, anche in caso di coltivazioni infestate da erbacce o piante non correttamente distanziate) sono fattori che favoriscono la proliferazione della cimice asiatica. Ai fini della prevenzione, è utile la cura attenta dell’ambiente circostante, conservandolo pulito dalle erbe alte e dai luoghi in abbandono, soprattutto se prossimi a noccioleti, vigneti o frutteti.

Eliminare la cimice asiatica non è affatto semplice. Non sottovalutando gli effetti della cura dell’ambiente, si può operare anche con apposite trappole per la cattura in massa e la conseguente riduzione della popolazione. L’alternativa è l’impiego di insetticidi, rispettando ovviamente le prescrizioni e i tempi di carenza per ogni coltura.

Edoardo Monticelli