Italo Lupi, designer di radici vezzesi, cittadino ad honorem

VEZZA La cerimonia sarà domenica 19, durante l’inaugurazione della Fiera del tartufo e dei vini del Roero
Due Compassi d’oro, German design award, medaglia di bronzo all’International design award di Los Angeles, Honorable royal designer a Londra e menzione d’onore al Typomundus di Praga sono solo alcuni dei riconoscimenti che ha ottenuto il designer di fama internazionale Italo Lupi, che quest’anno sarà a Vezza per ricevere il tartufo dell’anno Andrea Rossano.

Ottantatré anni, per lavoro, cittadino del mondo con base a Milano e radici a Vezza, Lupi è uno degli artefici, insieme allo studio associato Migliore Servetto, del look di Torino per le Olimpiadi invernali del 2006.
Insieme al tartufo, il 19 novembre, in occasione dell’inaugurazione della 37ª Fiera regionale del tartufo e dei vini del Roero, Lupi riceverà anche la cittadinanza onoraria, nella confraternita di San Bernardino. Lo abbiamo contattato per tracciarne un ritratto.

Qual è il suo legame con Vezza?
«Ho vissuto a Vezza due anni nel periodo della guerra dal ’43 al ’45, ma ci sono tornato tutte le estati, e spesso anche l’autunno, fino a quando ho compiuto 25 anni. Mio nonno, Ettore Ferrio, era un notaio ricordato in paese per aver introdotto la coltivazione della pesca in un periodo difficile per l’economia agricola. La mia famiglia era conosciuta per aver nascosto sei ebrei nella propria casa nei pressi di Madonna dei boschi, rischiando la fucilazione».

Ha seguito qualche progetto nel paese?
«Oltre a lavori in zona, per esempio alcune etichette dei vini Ceretto, ho fatto un piccolo progetto di restauro e realizzato il logo del Torion di Borbore, uno dei simboli del Roero. Ho molto apprezzato il lavoro svolto dai volontari dell’associazione e dall’Amministrazione comunale per riqualificare l’area e dare la possibilità ai visitatori di ammirarlo da vicino».

Che effetto le fa ricevere questo riconoscimento?
«Sono profondamente onorato e felice di partecipare alla fiera. Per me Vezza è stata una terra di avventure della mia adolescenza e della giovinezza. Rappresenta territori liberi in cui scorrazzare. Ho dei bellissimi ricordi legati al paese e sarà piacevolissimo ritornarci in questa importante circostanza».

Nicolas Roncea