Alba: il cippo ai caduti di Russia è vicino all’orlo della frana

ALBA Il monumento ai caduti alpini di Santa Rosalia, sul sagrato della cappella della borgata albese, è dedicato, in particolare, ai morti in Russia nella terribile ritirata dell’inverno 1943.
Il monumento fu posto in un punto suggestivo e panoramico nel 1973 dal parroco don Marengo e da monsignor Battista Gianolio, nel trentennale della ritirata in cui caddero in migliaia.
Oggi quel monumento che riporta incastonate due pietre del territorio del Don, sta scivolando con parte del sagrato nella scarpata a causa di una frana, e il gruppo Alpini di Alba, prima che sia troppo tardi, vuole rimetterlo in sesto, spostando la costruzione di pochi metri ma in un luogo sicuro.
«Per l’intervento occorrono almeno 4mila euro e per questo motivo il gruppo si rivolge a tutte le persone sensibili, a enti e associazioni, affinché contribuiscano all’operazione», spiega il capogruppo albese Giuseppe Pennone.
Oltre al lavoro degli stessi Alpini occorrono materiali e l’intervento di macchinari. «Tutti gli Alpini albesi sono fiduciosi in una risposta affermativa. Lo scopo è nobile e non si può tradire chi è stato mandato a morire, anche inutilmente, per l’Italia», conclude Pennone, che può essere contattato, per ogni informazione, al numero 338-82.46.548.