I Modena city ramblers, icona folk in concerto al Cinema vekkio

INTERVISTA Davide Morandi parla dello storico gruppo e del concerto di questa sera, venerdì 15 dicembre, al circolo di Corneliano
I Modena city ramblers sono un’icona per due generazioni: con i loro brani folk convocavano e convocano sotto al palco folle di persone e atmosfere nordiche, celtiche, esotiche e magiche. Le loro storie si intrecciavano alla letteratura sudamericana. Hanno venduto migliaia di dischi. Un percorso lungo e denso di cambiamenti, che oggi giunge a Corneliano. Il 15 dicembre suoneranno al Cinema vekkio (alle 21) per presentare il loro ultimo lavoro discografico, Mani come rami, ai piedi radici, uscito il 10 marzo e che vanta una collaborazione con la band americana Calexico. Parliamo con il cantante dei Modena, Davide Morandi – detto anche Dudu. Collaborando con la band sin dagli esordi, cantando negli album Riportando tutto a casa e La grande famiglia, nel 2006 insieme a Betty Vezzani entra in sostituzione dello storico frontman Stefano “Cisco” Bellotti.

I Modena city ramblers di oggi sono diversi rispetto al passato. Quali sono gli ultimi aggiornamenti?
«Il 2017 è andato bene, ma i numeri di una volta sono un caro ricordo: vendevamo molti dischi, poi il mercato discografico è cambiato, così come le persone e i loro gusti. Non siamo un gruppo che va in televisione o per radio, è una scelta personale che rappresenta una chiara penalizzazione nel mondo musicale odierno. Eppure rimaniamo in piedi, continuiamo a suonare sui palchi. È straordinario. Tutto soltanto grazie al passaparola e alla passione».

 Quale la vostra visione del mondo?
«Nell’album precedente – Tracce clandestine del 2015 – realizzammo cover in collaborazione con vari artisti. Con Mani come rami, ai piedi radici proponiamo brani inediti, ma non vogliamo trasmettere un messaggio particolare. Crediamo nella musica, è bello e divertente realizzarla. L’album contiene canzoni leggere, con sottili riferimenti al quotidiano. Le riflessioni sul mondo di oggi nelle tracce sono da cercare con il lanternino, perché abbiamo voluto rimanere lontani dall’esplicito».

Nel numero 47 di Gazzetta d’Alba, in edicola dal 12 dicembre, l’intervista completa a Davide Morandi

Matteo Viberti