Le vendite dell’Asti sono tornate a salire

SANTO STEFANO BELBO  Al centro polifunzionale Franco Gallo, nell’ambito dell’iniziativa “Il Moscato d’Asti nuovo in festa”, organizzata dal Cepam e dal Coordinamento terre del Moscato (Ctm) si è svolto il convegno sul tema “Quale futuro per i giovani produttori di Moscato”. Sono intervenuti: Romano Dogliotti e Giorgio Bosticco, presidente e direttore del Consorzio di tutela dell’Asti, Massimo Forno (presidente di Confagricoltura Asti) e Luigi Genesio Icardi (sindaco di Santo Stefano Belbo e presidente dell’Associazione dei Comuni del Moscato).

Erano presenti molti viticoltori, produttori di Moscato ed esponenti delle varie associazioni della filiera. Numerosi i temi affrontati per cercare una risposta o fornire elementi di riflessione alle speranze e alle aspettative dei giovani viticoltori presenti: dai dati di vendita 2017, che segnano un consistente aumento del Moscato d’Asti Docg e anche una ripresa (dopo anni di calo), seppur minima dell’Asti Docg versione dolce, alle nuove problematiche correlate al lancio dell’Asti secco.

Su quest’ultimo prodotto è concorde il giudizio positivo, sia sulla campagna promozionale e soprattutto sulla qualità delle bottiglie. Grazie a un’ampia sperimentazione condotta negli ultimi due anni dal Consorzio di tutela, in collaborazione con il professor Rocco di Stefano, ex direttore della sezione di chimica dell’Istituto sperimentale di enologia di Asti, si è riusciti, grazie all’aiuto di preparazioni enzimatiche e di altri additivi naturali, a evitare la formazione in sede di rifermentazione in autoclave dei classici sapori amari (problema storico del Moscato con pochi residui zuccherini), mantenendo gli aromi primari a base floreale-fruttata. Anche le risposte dei consumatori, in ambienti diversi, dai wine bar alla ristorazione, nei confronti del nuovo spumante aromatico sono al momento positive e incoraggianti.
Ovviamente si dovranno attendere i prossimi mesi per valutare se questa tendenza sarà duratura e consolidata.

Tra gli altri argomenti dibattuti, quello dell’età avanzata dei vigneti, il problema irrisolto dei sorì (vigne in forte pendenza e con ottima esposizione), l’importante ruolo della cooperazione e la difficoltà per i giovani a reperire finanziamenti agevolati per i futuri e necessari investimenti in vigna o in cantina.

Al termine Giovani Bosco, presidente del Ctm, ha posto l’accento per l’ennesima volta sull’importanza di diffondere la cultura del Moscato nel suo territorio di origine, in particolare tra i giovani.

Lorenzo Tablino