Con Mario Barbero se ne va un altro patriarca dei vini albesi

TREISO Una nuova scomparsa nel mondo dei vini albesi. Stavolta è successo a Treiso, nella zona del Barbaresco, dove sabato 23 dicembre si è spento Mario Barbero, classe 1926.

Ricordo l’ultima volta che l’ho incontrato alcuni mesi fa e il suo commiato era stato laconico: «Non tardare a tornare a trovarmi. Ho superato i 90 anni e com’è naturale la mia vita è appesa a un filo…». Non ci ho creduto. Lo avevo trovato, nonostante l’età, in buona salute e soprattutto lucido come sempre nelle sue analisi e nel modo di raccontare le vicende della vite e del vino.

Mario Barbero tra il Sindaco di Treiso Lorenzo Meinardi e il figlio Cesare

Lo conoscevo da tanti anni, prima in modo più superficiale, poi con una sinergia sempre maggiore. Nato a Barbaresco (quando ancora Treiso e Barbaresco erano un paese unico) il 9 maggio 1926, a Treiso era stato sindaco per una decina di anni, dal 1962 al 1972, rimanendo poi in Consiglio comunale fino al 1977. In quel periodo aveva potuto avvicinarsi al settore vitivinicolo e nel 1973, con altri dodici soci, aveva costituito a Treiso la Cantina cooperativa vignaioli Elvio Pertinace. A questa struttura, piccola ma da subito molto qualificata, ha dedicato impegno e professionalità, guidandola come presidente fino al 1981 e come direttore fino al 1985.

Mario Barbero, però, è stato soprattutto il mio primo presidente nel Consorzio Barolo e Barbaresco dove ho mosso i miei primi passi nel mondo del vino. Ricordo la sua grande pacatezza, il suo rigore e la sua lucidità di fronte a ogni problema. Soprattutto era grande la sua capacità di dialogare con tutte le categorie della filiera fino a convincere tutti che la soluzione intrapresa era la migliore possibile.

Nella sua lunga attività nella professione vitivinicola ha messo al servizio di tanti organismi la sua capacità di dialogo e il saper individuare gli elementi che univano al posto di quelli che dividevano. Molto utile è stata la sua presenza nei primi anni dell’Enoteca regionale del Barbaresco e, soprattutto, il suo ruolo di vice presidente nella Vignaioli piemontesi, l’associazione di produttori vitivinicoli nata dalla fusione della Piemonte Asprovit con la Viticoltori Piemonte.

Questo suo ruolo di straordinaria efficacia è stato riconosciuto anche in ambito nazionale: in occasione del 41° Vinitaly di Verona, nel 2007, è stato premiato con la gran medaglia Cangrande per il Piemonte.

Giancarlo Montaldo