Nuovo documento paesaggistico, un’opportunità per la tutela Unesco

SINISTRA TANARO Architetti, ingegneri, geometri, sindaci e amministratori della Granda si sono dati appuntamento, martedì 5 dicembre a Priocca, per un incontro dedicato al nuovo Piano paesaggistico regionale e alle norme Unesco, organizzato dal Rotary club Canale Roero insieme al Comune.
Il convegno è iniziato con una presentazione del nuovo piano, entrato in vigore il 20 ottobre. «In attesa che i Comuni incorporino nei loro Piani regolatori le indicazioni regionali, è di primaria importanza evitare che vengano costruite strutture non aderenti alle nuove regole», spiega il dirigente settore territorio e paesaggio della Regione Giovanni Paludi. «Aggiornati i Piani regolatori, sarà richiesto che le strutture non conformi vi si adeguino». Un piano paesaggistico che, secondo i relatori, darà una nuova possibilità al Roero anche nei confronti del riconoscimento Unesco.

«I Comuni saranno chiamati a conformarsi al nuovo piano entro due anni: il Roero potrebbe cogliere questa opportunità e fare un piccolo sforzo in più, adeguandosi anche ai vincoli per i territori Unesco», spiega il sindaco di Magliano Luigi Carosso. «Questo sarebbe un modo per eliminare la divisione nella dicitura “Langhe-Roero” e per entrare a far parte del patrimonio mondiale a tutti gli effetti».

Le norme regionali, secondo gli esperti, non sarebbero così distanti dalle regole per i territori Unesco. «Di solito si crede che l’Unesco ponga limiti molto severi, ma nel caso del Piemonte non sono più restrittivi rispetto a quelli del Piano paesaggistico regionale. Il riconoscimento mondiale non deve essere visto come un limite, ma come uno stimolo a ragionare il modo creativo», spiega Paolo Ceccarelli, docente emerito di urbanistica dell’Università di Ferrara. «Il Roero è già stato riconosciuto come territorio Unesco e, ora, deve solo trovare una propria identità. Come? Mobilitando gli enti locali e i tecnici, incentivando la collaborazione tra i diversi paesi e il dialogo con i cittadini».

Alessia M. Alloesio

Anni fa i sindaci di Priocca, Castellinaldo e Govone si opposero all’entrata nella Core zone Unesco

Negli ultimi anni il paese di Priocca, con il sindaco Marco Perosino in prima linea, è stato tra i più attivi nel promuovere una nuova candidatura del Roero nella core zone Unesco, con una procedura, prevista dall’organizzazione dell’Onu detta “Minor Boundary Modification”.

Per il comune di Priocca si è trattato di un’inversione di tendenza, in quanto l’ex primo cittadino Bartolomeo Squillario e l’attuale sindaco furono, a cavallo tra il 2008 e il 2009, i più fieri oppositori a una candidatura del paese roerino nella core zone. 

Celeberrima la lettera inviata dagli allora sindaci di Priocca Bartolomeo Squillario, di Castellinaldo Roberto Costa e di Govone (ancora in carica) Giampiero Novara al presidente della Provincia Raffaele Costa, in cui i primi cittadini esprimevano la loro contrarietà all’entrata dei tre comuni nella “Core Zone” Unesco. Per molti, tra cui il sindaco di Magliano Alfieri Luigi Carosso la missiva ebbe l’effetto di fermare definitivamente l’iter per la candidatura di una zona “del Roero e del vino Arneis” che, nelle intenzioni, avrebbe compreso Castellinaldo, il centro storico di Magliano, una parte di Priocca per arrivare fino a Govone e al castello e concludersi a San Martino Alfieri.

Marcello Pasquero