Protesta degli studenti astigiani per il freddo nelle aule scolastiche

ASTI Gli studenti del liceo classico Vittorio Alfieri e dell’istituto Quintino Sella hanno manifestato per segnalare il grave problema del riscaldamento delle aule e dei laboratori. Da oltre tre settimane infatti nel plesso scolastico fa molto freddo, con la temperatura di diverse aule ben inferiore ai 18°.

Il problema sarebbe causato dal mancato funzionamento, da oltre due anni, di due caldaie e un intervento di sostituzione delle stesse durante il periodo estivo, con l’attività didattica sospesa e l’impianto termico spento, era davvero auspicabile. Per questo motivo, come ci ha confermato il rappresentante degli studenti Kliti Deda, è stata organizzata la manifestazione di protesta andata in scena con un corteo che è partito dal Classico ed è arrivato sino in piazza San Secondo, davanti al municipio.

Molto alta l’adesione degli studenti, circa 300 dell’Alfieri e del Quintino Sella, oltre a qualcuno del liceo artistico, che hanno sfilato per corso Alfieri con il corteo aperto dallo striscione con la scritto: “Scaldate le scuole non le vostre poltrone”

Una delegazione di studenti è stata ricevuta dal sindaco Maurizio Rasero, il quale ha assicurato agli studenti di aver già valutato il problema e che le due caldaie verranno sostituite da una unica (dal costo di 38mila euro) che entro pochi giorni sarà funzionante.

Kliti Deda conferma che sono già  in corso i lavori: «Abbiamo visto che stanno lavorando. Nel frattempo per evitare di continuare di stare al freddo, abbiamo proposto una soluzione temporanea al sindaco fino a quando non sarà funzionante la nuova caldaia: farci avere dei termosifoni elettrici. Ne sono arrivati 7 e dovrebbero portarcene altri 8 in modo da poter scaldare le aule in questi giorni».

Sulla questione è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle, biasimando il comportamento dell’amministrazione comunale. Analoga situazione, se non più grave, si è verificata nella vicina scuola media Goltieri dove gli studenti sono stati costretti a seguire le lezioni a temperature prossime a quelle esterne e al netto di numerose defezioni per malanni; in questo caso i presenti si difendono con thermos e richieste di coperte termiche.

Paolo Cavaglià