Alba, al Sociale Serena Autieri sarà Lady Diana

INTERVISTA L’attrice napoletana in scena con la storia della “principessa triste” il 29 gennaio
Diana e Lady D, lo spettacolo diretto da Vincenzo Incenzo e che racconta la storia della “principessa triste” morta in un incidente stradale a Parigi, nel 1997: icona del mondo femminile e incarnazione di contraddizioni d’identità, di comportamento, di stile, Diana Spencer era allo stesso tempo donna e principessa, benefattrice e aristocratica, sorridente eppure malinconica.

A interpretare il suo ruolo, nello spettacolo fuori abbonamento di lunedì 29 gennaio, alle 21, nel teatro Giorgio Busca di Alba, sarà l’attrice, doppiatrice – ha prestato la voce, tra l’altro alla principessa Elsa del fortunatissimo Frozen – e cantante napoletana Serena Autieri.

Come si interpreta un personaggio tanto difficile, Autieri?
«È stato un lavoro lungo e complesso di identificazione. Lo spettacolo ha le sembianze di un flusso di coscienza solitario in cui si alternano momenti emotivi intensi ad atti fisici, monologhi e gesti intimi in cui il pubblico può rivivere le varie fasi biografiche della principessa. Dall’infanzia fino al rapporto con Carlo, il volontariato, le maestose cerimonie reali, il disarmante epilogo. Mettersi nei suoi panni ha richiesto un grande sforzo».

Deve essere stato difficile incarnare le contraddizioni, gli aspetti pubblici e privati di Lady Diana.
«Mi sono affidata a uno psicologo per esplorare la mia vita, i miei conflitti interiori, i nodi irrisolti che derivano dall’infanzia o dall’adolescenza. È stata una magnifica opportunità anche se mettersi in gioco dal punto di vista personale non è mai una passeggiata. Ognuno di noi ha i suoi fantasmi mai elaborati, per comprendere quelli di Diana ho dovuto fronteggiare i miei».

Un percorso individuale che esita nell’influenza sociale, dato che Lady D è stata un’icona internazionale.
«In Diana coesistevano, come in tutte noi, istanze opposte, contraddittorie e bellissime. Era una donna in tutto e per tutto. In lei moltissime ragazze e adulte si rispecchiavano, prendevano esempio. È stata un’icona sociale a livello internazionale e la sua storia meritava di essere narrata in una maniera originale, fisica, solitaria ma densa di passioni, comunicabile a tutti. Il valore di attualità intrinseco alla biografia di Lady D è indiscutibile».

Matteo Viberti