Albero caduto in corso Coppino, la preoccupazione dei cittadini si riversa sui social

ALBA La notizia della caduta dell’albero del viale di corso Coppino ha destato in città molta preoccupazione; il dibattito si è presto animato sul gruppo Facebook Sei di Alba se…: «Lì passeggia mio nipote», scrive nonno Carlo.

Dario Dolce, arboricoltore iscritto alla Società italiana di arboricoltura, Onlus che si occupa di divulgare una corretta gestione degli alberi, scrive che tutto il filare di “celtis” ha lo stesso problema, la presenza di funghi carpofori che sono indicatore di uno stato di degrado nella pianta.

«Oggi cade un albero e tutti si preoccupano perché secondo molti gli alberi non hanno la stabilità necessaria per essere in sicurezza», scrive sul proprio profilo Mario Sandri: «Ma mi domando visto che anch’io ho fatto il consigliere comunale per 10 anni e se solamente ieri ti fossi permesso il solo con il pensiero di intervenire con abbattimenti controllati e necessari per evitare ogni problema saresti additato e denunciato alla magistratura. Io penso e pensavo già da prima che questi alberi sono pressoché tutti pericolanti perché tutti gli anni nella stagione invernale queste drastiche potature invernali ne minano sempre più l’apparato radicale. Adesso che è successo si può davvero pensare a un progetto con una nuova piantumazione di alberi che abbiano una fronda più contenuta. Oggi amministrare è difficile perché se noti un fiume nell’incuria e tu sei il sindaco devi aspettare la burocrazia e la lentezza del magistrato del Po».

a.r.

«Già nel 2013 avevo segnalato alberi pericolosi al comune»

Marina Rava, residente in corso Coppino, aveva segnalato problemi già nel 2013. Ecco cosa scrive a Gazzetta.

Con un’email inviata al signor Fiore in data 16 ottobre 2013 segnalai la presenza di un albero in evidente stato di sofferenza. Non seguì mai nessun intervento, né verifica da parte del Comune. Durante i lavori di potatura eseguiti nel corso del 2015 l’albero venne abbattuto alla base. Andai a chiedere alla squadra i motivi dell’abbattimento e loro mi riferirono che era pericolante e “che mi era andata bene che nell’inverno non avesse nevicato.

Ora, è andata bene a me ed è andata bene a tutti, ma mi chiedo a quali altri rischi dobbiamo esporci. Certo adesso è facile che il Comune proceda all’abbattimento generale di tutti gli alberi di corso Coppino, ma questa non è una soluzione.

La soluzione è un’inchiesta sulle precise responsabilità e la verifica delle competenze di chi gestisce il verde pubblico e l’immediata pianificazione su vasta scala di interventi validi. Ciò significa fare un’indagine sia sullo stato attuale di salute degli alberi, sia del riconoscimento delle loro peculiarità al fine di verificare l’idoneità per il luogo in cui si trovano. Qualora si riconoscessero specie di piante non adatte al luogo di piantumazione le stesse vengano rimosse e sostituite con specie più idonee, al fine di evitare le potature dissennate che dichiaratamente vengono eseguite “per risparmiare”, in realtàà vergognosamente dispendiose sotto molteplici aspetti. Un programma di questo tipo è indispensabile per evitare il ripetersi di episodi analoghi a quello di ieri e mettere fine una volta per tutte alle ripetute e frequenti potature, causa del malessere delle piante. Paradossalmente questo lavoro di prevenzione, sebbene apparentemente costoso farà risparmiare tantissimo nei prossimi anni. Sarebbe giusto venisse addebitato a chi fosse riconosciuto responsabile. A titolo esemplificativo, segnalo che gli alberi piantati in corso Europa nel 2014 sono gli stessi di corso Coppino, salvo prova contraria, e quindi destinati naturalmente a crescere fino a 25 metri, a meno di non contenerne lo sviluppo, con gli effetti che vediamo tutti. Sarebbe il caso che i soldi dei cittadini venissero spesi con responsabilità e lungimiranza.

Vista la crescente cultura in materia che riconosce nella pratica di potatura utilizzata ad Alba (capitozzatura) un pericolo pubblico, sarebbe buona cosa inserire nel regolamento comunale il divieto assoluto di questa modalità di intervento. Questo obbligherebbe l’attuale amministrazione (e quelle future) a scegliere alberi in modo idoneo, con garanzia di successo alla cittadinanza.

L’albero caduto su corso Coppino avrebbe potuto uccidere qualcuno e l’amministrazione albese non può passarci sopra come se non fosse successo nulla. È doveroso da parte loro prendere provvedimenti seri e dimostrare di avere il controllo della situazione con competenza e questo significa avere ben chiaro il quadro di gestione della materia almeno dei prossimi 50 anni. Questo è il periodo di tempo minimo che si deve prevedere per la vita degli alberi urbani. Troppo comodo far ricadere i problemi sulle amministrazioni future.