Quale futuro per il complesso della Sacra famiglia?

DOGLIANI Non sarà finanziato dal bando “Faro” della fondazione Crc il progetto di recupero del complesso della Sacra famiglia, di Dogliani Castello. Si fa da parte, per ora, l’ipotesi di crearvi un “campus dell’arte e della cultura” recuperando, di fatto, l’immobile.

Il problema è stato discusso, non senza preoccupazione, nel recente Consiglio comunale. A proporre una nuova possibile soluzione è il capogruppo della minoranza Nicola Chionetti, che in seguito ha commentato: «Abbiamo avviato una discussione sulle priorità che ci si vuole dare rispetto al riuso della struttura. L’Amministrazione ha presentato un progetto senza consultarci e, di fatto, la possibilità è andata persa», ha spiegato l’ex primo cittadino.

«Abbiamo offerto quindi in questa occasione uno spunto. Il gruppo in sede consiliare ha espresso un pensiero su che cosa potrebbe funzionare e portare un apporto vantaggioso al progetto di rilancio. Non siamo contro il campus immaginato dalla maggioranza, anche se continuo a sostenere che i caratteri del progetto siano troppo generici», ha proseguito Nicola Chionetti. «Non proponiamo dunque un’alternativa, ma un aspetto che potrebbe essere un punto qualificante. Se consideriamo il territorio doglianese e circostante troviamo un’area di eccellenze agricole al centro delle modifiche che il settore sta vivendo, come i nuovi ingressi di giovani e i cambiamenti climatici. Va considerata dunque, a mio avviso, l’idea di una realtà dedicata alla formazione, di una “scuola di viticoltura” che andrebbe a conferire maggiore valore al progetto del campus», così conclude il capogruppo dell’opposizione.

Secondo il sindaco Franco Paruzzo il problema oggi è principalmente economico: «Purtroppo dobbiamo ripartire da zero senza però, di fatto, lasciar perdere il progetto del campus. L’idea presentata alla fondazione Crc prevedeva l’organizzazione nella struttura di corsi estivi sul tema dell’editoria, a partire dalla settimana dedicata al Festival della Tv e, in inverno, di corsi sulla questione della disabilità. L’idea ci sembrava completa e ben elaborata».

Prosegue il sindaco: «Inizieremo il recupero della struttura con lavori di entità minore, che potrebbero rendere più facilmente reperibili i fondi: sistemeremo il piano terra, magari realizzando una zona espositiva e sistemando l’area della chiesetta che vorremmo adibire a sala per la musica. Accogliamo idee e proposte per il recupero da parte di tutti. È positivo pensare a un progetto definitivo, ma oggi mancano le risorse».

Paruzzo conclude: «La struttura è enorme e le risorse vanno gestite in maniera equilibrata: si tratta di 4mila metri quadri di superficie, che non possono essere lasciati andare in rovina. Non vanno infine dimenticati i vincoli ad attività di tipo socio-assistenziale della struttura».

Debora Schellino