Gli studenti dell’enologica incontrano i detenuti

PROGETTO Il progetto Vale la pena, nato nel 2006 e rivolto ai detenuti della casa di reclusione Giuseppe Montalto di Alba, si arricchisce di nuove iniziative. È stata firmata nei giorni scorsi la convenzione che impegna i diversi partner (la direzione del carcere, l’istituto superiore Umberto I, l’azienda Sygenta e la fondazione Casa di carità arti e mestieri Onlus) e che era scaduta lo scorso dicembre.

La novità riguarda il maggior coinvolgimento della scuola enologica di Alba, come spiega Giovanni Bertello, direttore tecnico e insegnante del progetto fin dal suo esordio: «Se fino a questo momento l’Umberto I si è occupato della vinificazione delle uve prodotte nel vigneto del Montalto e del successivo imbottigliamento, la nuova convenzione prevede la partecipazione diretta degli studenti dell’istituto albese. Da fine gennaio in poi, alcune classi entreranno in carcere e spiegheranno diversi aspetti del mestiere ai detenuti che partecipano al corso di operatore agricolo».

La prima visita si è svolta lunedì 29 gennaio, con una dimostrazione della fase di potatura da parte di allievi del penultimo anno. Ad ascoltarli i quindici detenuti del corso promosso da Vale la pena, che è iniziato a dicembre e che durerà fino ai primi giorni del mese di luglio. «Siamo molto soddisfatti di poter portare avanti questo progetto, cresciuto di anno in anno. Oggi non abbiamo soltanto i vigneti, ma anche un noccioleto e due serre. Il nostro ringraziamento va alla direzione del carcere e a tutti gli educatori», aggiunge Bertello.

È soddisfatta dell’iniziativa anche Antonella Germini, preside dell’Umberto I: «Se da un lato i nostri studenti metteranno a disposizione le loro competenze, con l’intento di favorire il futuro inserimento lavorativo dei detenuti di oggi, dall’altro sarà interessante il contatto con la realtà carceraria».

Francesca Pinaffo