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Invece di grandi marchi, un vestito fatto su misura

Invece di grandi marchi, un vestito fatto su misura 1

LA STORIA Sembra proprio che la creatività sia di casa ad Alba. Lo dimostra la storia di Carlotta Bordone e Diego D’Aloisio, che sono arrivati sotto le torri per motivi lavorativi, si sono incontrati grazie ad amici comuni e un anno fa hanno concretizzato il loro sogno: avviare una linea d’abbigliamento e aprire il loro primo negozio a Torino.

Spiega Carlotta, che abbiamo conosciuto grazie al commento di un lettore di Gazzetta d’Alba a un’altra storia pubblicata di recente on-line: «Il mio percorso fino a qui non è stato proprio lineare, ma sono felice oggi di aver trovato la mia strada. Sono nata a Torino e ho conseguito la laurea come biologa nutrizionista a Milano: è stato un lavoro alla Ferrero a portarmi ad Alba».  Ma alla valutazione nutrizionale dei prodotti e a tutto ciò che riguarda la professione per la quale ha studiato, la trentatreenne ha sempre alternato un’altra grande passione: «Sono sempre stata una persona creativa, appassionata di moda. Così, quando sono arrivata ad Alba, mi sono subito iscritta ad alcuni corsi all’Apro, per imparare bene tutto ciò che riguarda la confezione degli abiti. È così che è nato il mio piccolo brand, che spesso mi capitava di portare in giro per i mercatini della zona. Poi, quando è finito il mio contratto lavorativo alla Ferrero, mi sono trovata di fronte a un bivio: continuare su quella strada o cambiare del tutto? Ho deciso di buttarmi in una nuova esperienza», racconta Carlotta.

Anche perché, nel frattempo, sempre ad Alba, Carlotta ha incontrato Diego D’Aloisio, trentaduenne abruzzese arrivato in città per lavorare in un’altra grande realtà del territorio: la Miroglio, con la quale ha collaborato per un certo periodo.  Prosegue la giovane: «Ci siamo conosciuti per caso e abbiamo scoperto di avere in comune la passione per la moda. Anche lui, come me, aveva in cantiere una piccola collezione: è stato naturale unire le nostre forze».

Il risultato è il loro negozio a Torino, inaugurato a ottobre 2016: Righe à pois, dove vendono gli abiti della loro collezione. Alla base, c’è un concetto di moda etica: «Con il nostro progetto non cerchiamo di raggiungere grandi numeri, ma di riscoprire la bellezza di proporre abiti cuciti a mano, creativi, pensati per ogni donna. Oggi viviamo nel periodo della grande distribuzione, ma forse è giunto il momento di muoversi in controtendenza. Per noi è anche fondamentale il rispetto per l’ambiente e la qualità dei tessuti, che provengono esclusivamente dall’Italia», spiega la giovane stilista, che conclude: «È vero che può sembrare strana la scelta di chi, come me, cambia del tutto settore e inizia un nuovo progetto da zero. Ma se da un lato la normativa italiana e il nostro Paese in generale non sembrano aiutarci, credo che per i giovani sia fondamentale crederci e tentare. Oggi siamo a Torino, ma abbiamo un secondo sogno: aprire un negozio ad Alba, dove continuiamo a vivere».

Francesca Pinaffo

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