Scopriamo l’origine del termine piemontese “Masca”, tra storia e leggenda

ABITARE IL PIEMONTESE

Masca: Strega, fattucchiera, donna maligna, anima insoddisfatta alla ricerca di rivalsa

Personaggi misteriosi popolano queste colline, segnano riti, credenze, superstizioni e ne infestano le notti. Nel Piemonte meridionale, fino alla prima metà del secolo scorso, la responsabilità di ogni fatto fisico o naturale, più o meno traumatico, era della Masca.

“Vedevano le Masche coloro che nel pieno della notte tornavano dall’osteria, gli ubriachi, i malati di esaurimento nervoso, i denutriti, gli ingenui, i bigotti. Le Masche erano il male, sapevano leggere, lavoravano di fisica e distribuivano il malocchio.” Nelle parole di Nuto Revelli, è questa l’essenza delle fattucchiere malvagie e pericolose di Langa e Roero. Ma non è il solo. Anche Donato Bosca, Angelo Manzone, Remo Salcio e Oscar Barile, nelle loro rispettive arti, sono autentici ambasciatori di Masche.

Figura prevalentemente femminile, la Masca opera i suoi sortilegi su parenti, compaesani o semplici viandanti che per qualche motivo urtano la sua suscettibilità, accendono invidia o gelosia. Donne segnate nel fisico, nate settimine, dirette discendenti di Masche o semplicemente persone dal temperamento bizzarro, asociale, scorbutico.

Quell’aura di mistero e timore cresceva di racconto in racconto nel corso delle vijà, le veglie che riunivano le famiglie nel tepore della stalla, dove i bambini ascoltavano i loro vecchi che perpetuavano questa tradizione. Ancora oggi, se si ha la pazienza di seguire il lento fluire dei ricordi di alcuni ottuagenari, si possono ascoltare sensazionali storie di Masche; non mancheranno variazioni sul tema.

La Masca opera quasi sempre di notte o all’imbrunire, quando la comunità si ferma e ognuno resta isolato in seno alla propria famiglia o solo lungo la strada buia in preda a paura e immaginazione. Pipistrello, maiale, capra, biscia, gatto sono alcune delle sembianze assunte dalle Masche, che possono presentarsi improvvisamente davanti al viandante notturno lungo i sentieri di campagna.

Tradizione vuole che le Masche traessero il loro potere da un libro misterioso e segreto: il Libro del Comando. In un’epoca di scarsa alfabetizzazione, il possesso di un tomo, magari avuto in eredità e di cui non si era nemmeno in grado di decifrarne i segni, destava sospetto e paura.

I tempi sono cambiati? Chi sa. Certamente i modi di dire non mancano. Ogni 14 Agosto, a Sinio si celebra la “Notte delle Masche”: tutti i cortili e gli angolini del paese diventano lo scenario di spettacoli di strada musicali, teatrali e circensi ispirati al grande fenomeno della tradizione.

Paolo Tibaldi