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A Bra, al Politeama, recita Stefano Masciarelli, il tenero rapitore

Stefano Masciarelli e Patrizia Pellegrino

L’INTERVISTA Va in scena venerdì 16 marzo Una moglie da rubare con Patrizia Pellegrino

Un uomo al verde e piuttosto maldestro, Giovanni Angelucci, che si improvvisa sequestratore per uscire da una difficile situazione. La sua vittima è Anna, moglie di un ricco uomo d’affari, che si ritrova coinvolta nel piano rocambolesco e che ora dopo ora inizia a guardare con occhi diversi il suo presunto aguzzino. È la trama della commedia Una moglie da rubare, in programma venerdì 16 marzo, alle 21, al Politeama (biglietti al botteghino il giorno dello spettacolo, dalle 15 alle 19 o nel circuito www.ticket.it). L’autrice è Iaia Fiastri, la regina della commedia teatrale italiana, la regia è di Diego Ruiz. Nel ruolo dei protagonisti, la coppia formata da Patrizia Pellegrino e da Stefano Masciarelli.

Masciarelli, come descriverebbe Una moglie da rubare?

«È uno spettacolo d’altri tempi, ambientato nell’Italia degli anni ’80, la stagione dei rapimenti. Malgrado l’argomento molto difficile per l’epoca, la grande Iaia Fiastri è riuscita a scrivere una commedia scanzonata e divertente, adatta per tutta la famiglia. E in effetti il mio personaggio, Giovanni, fin dalle prime scene intenerisce e fa sorridere il pubblico, per il suo essere impacciato e sfortunato. Il suo piano è a dir poco maldestro: dopo aver saputo del rapimento della moglie, dal momento che non ha i soldi per pagare il riscatto, decide a sua volta di rapire Anna, il cui marito è molto ricco. La nasconde nel magazzino dove è solito rinchiudersi per ascoltare la musica, senza saper impersonare il ruolo del rapitore. Ad accompagnare le scene, anche alcune canzoni originali».

Al centro, dunque, l’evolversi del rapporto tra un uomo e una donna all’apparenza molto diversi…

«Direi che questo è il fulcro della commedia, oggi attuale più che mai. Infatti, se all’inizio Anna ha paura di Giovanni, che a sua volta non sa bene come comportarsi con lei, i due finiscono per avvicinarsi sempre più, giorno dopo giorno. Ad accomunarli è la crisi dei rispettivi matrimoni, spenti da una routine sempre uguale e dalla mancanza di sentimento: il loro incontro diventa una nuova occasione, la spinta per costruirsi una nuova vita insieme. E in effetti Anna si innamorerà del suo rapitore: seppur maldestro e complicato, la colpisce con la sua naturalezza».

Dalla televisione al teatro, dal doppiaggio alla musica: dove si sente più a suo agio?

«Potrebbe sembrare banale, ma io amo tutte le sfaccettature di questo mestiere in egual modo. Ogni volta che mi si propone un nuovo lavoro, che sia una serie televisiva o uno spettacolo teatrale, sono entusiasta come un ventenne alle prime armi. Con lo stesso spirito, poi, affronto anche le tournée con il mio gruppo musicale. E se si tratta di una commedia come questa, con il cui testo si instaura subito un’alchimia perfetta, ancora meglio: credo che oggi le persone abbiano un gran bisogno di allegria!».

Francesca Pinaffo