Con i micun, a San Benedetto Belbo, si celebra il rito della solidarietà

TRADIZIONI La facciata della chiesa parrocchiale di San Benedetto, dedicata alla Madonna della neve, fu presa a modello per la chiesa dei Battuti bianchi dalla confraternita presente in paese fin dal 1100. Il gruppo religioso formatosi sul territorio ai tempi dei monaci benedettini, che fondarono nei pressi del Belbo il loro monastero, nacque con l’intento di portare solidarietà e sollievo, anche economico talvolta, a persone bisognose.

Ebbe grande seguito a partire dal Seicento, quando la popolazione fu decimata dalla peste e da altre malattie. A quell’epoca i Battuti si spostavano di notte con tuniche bianche e lanterne di rame per visitare i malati.
Oggi la tradizione, riconosciuta come una tra le più antiche di Liguria e Piemonte meridionale, viene seguita da un gruppo di otto abitanti di San Benedetto che, la Domenica delle palme, provvedono ancora alla questua. Un tempo infatti era usanza che le famiglie più abbienti donassero una porzione del loro raccolto di grano, perché macinato e reso pane venisse offerto a ogni famiglia il Giovedì santo. I micun si distribuivano indipendentemente dalle offerte, ma «in base alle bocche da sfamare», come ricorda Romano Schellino, che gestisce le attività della confraternita.

I Battuti, con le vesti bianche, di casa in casa

Tuttora i Battuti visitano le case per una questua che diventa occasione per una visita amichevole e dà la possibilità di realizzare i micun, oltre che di destinare il denaro a cause benefiche.
«È una tradizione molto antica che cerchiamo in ogni modo di non lasciare scomparire», spiega Schellino, «da qualche anno a questa parte abbiamo accolto con grande gioia l’ingresso di quattro giovani nella confraternita: Massimo Battaglia, Claudio Cora, Claudio Bertola e Bruno Bonetto. Con le offerte devolute dalle famiglie e dai partecipanti alla celebrazione copriamo il costo della lavorazione dei pani, donando il rimanente. In passato abbiamo offerto un aiuto a bambini malati di leucemia o dato un po’ di sollievo a famiglie le cui abitazioni erano state distrutte da incendi. Due anni fa abbiamo contribuito alla tinteggiatura della parrocchiale e lo scorso anno al rifacimento della facciata».
Il sindaco di San Benedetto Emilio Porro aggiunge: «Si tratta della cerimonia più semplice presente in paese, ma anche di quella a cui teniamo di più: è un’occasione molto sentita dai cittadini, ma anche dai turisti».
La celebrazione dei micun sarà giovedì 29 marzo, alle ore 16, seguita dalla tradizionale distribuzione dei pani sul sagrato della chiesa.

Debora Schellino