Gli albesi perdono meno soldi con le macchinette

COMUNE  Una rondine non fa primavera, ma rappresenta comunque un segnale incoraggiante. Con questo spirito vanno accolti i dati richiesti dalla commissione per il contrasto al gioco d’azzardo albese all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, relativi ai primi sei mesi del 2017.  C’era curiosità di capire gli eventuali effetti dell’entrata in vigore della legge regionale per il contrasto alle ludopatie, approvata nel maggio 2016 e della successiva ordinanza del Comune che limitava gli orari di accensione delle macchinette presenti in città.

I dati forniti dall’agenzia sono chiari: perdita effettiva (costituita dalla differenza tra spesa e premi erogati) imputabile alle slot e alle videolottery, pari a 4.906.080 euro con una media di 817.680 euro al mese. Si tratta di una cifra considerevole, fra le più alte a livello provinciale, ma in forte calo rispetto al 2016 quando erano andati in fumo ben 11.770.684 euro, 980.890 euro al mese.  Per capire se la rondine avrà portato la primavera occorrerà attendere il dato definitivo del 2017, tenendo conto che uno dei periodi più favorevoli per la raccolta del gioco d’azzardo è il secondo semestre, quando viene pagata la tredicesima, ma anche dell’entrata a regime della legge con lo spegnimento, da novembre, di centinaia di macchinette in bar e tabaccherie.

L’assessore Anna Chiara Cavallotto, che presiede la commissione, commenta: «Il dato da sottolineare che ci fa capire come la strada intrapresa sia quella giusta è nella percentuale di calo della perdita da slot e videolottery del 16,5%, la più alta in provincia, maggiore rispetto a quello emerso negli altri principali Comuni della Granda: Bra -3,8%, Cuneo -8,7%, Fossano -4,7%, Mondovì -1,4%, Saluzzo -4,6%, mentre Savigliano ha segnato un lieve aumento. Speriamo che questo dato incoraggiante possa essere confermato anche dai risultati di fine 2017».

Marcello Pasquero