Su questo sito utilizziamo cookie tecnici.

Le voci ai seggi, alta l’affluenza, ma poca la fiducia nella politica

ALBA A conferma dei dati positivi sull’affluenza, le code ai seggi albesi nella giornata di oggi, domenica 4 marzo. A metà pomeriggio, sia in via Fratelli Ambrogio che nel cortile della Maddalena, si notava un gran movimento di persone di tutte le fasce d’età.

Molti i giovani, alcuni chiamati a votare per la prima volta per il loro futuro Governo: “Abbiamo letto con attenzione tutti i programmi elettorali, ma non abbiamo trovato un partito capace di rappresentarci al cento per cento.

Dal momento che pensiamo che il voto sia prima di tutto un dovere, alla fine abbiamo scelto il meno peggio ai nostri occhi”, ci hanno detto due studenti universitari di 21 anni.

Così si è poi espressa una ragazza della stessa età: “Avrei voluto sentire meno promesse e più discorsi attinenti alla realtà. Noi giovani abbiamo di fronte un futuro molto incerto e nessuno ha saputo darci risposte concrete. Ho scelto un partito in linea con le mie idee, ma non posso dire che mi soddisfi del tutto”.

La sfiducia verso la classe politica sembra riguardare un po’ tutti, come ci ha spiegato una mamma sulla quarantina, accompagnata dalla figlia adolescente: “Rispetto al 2013, ho scelto di votare per un altro partito. Ma, qualsiasi sarà il risultato, cambierà poco: tutti i discorsi di queste settimane mi sembrano inutili. Vorrei un Governo capace di investire sulla sicurezza, sulla sanità e sul lavoro per i giovani”.

Alle sue parole, si sono aggiunte quelle di due pensionati: “Abbiamo sempre votato, ma oggi più che mai non abbiamo speranze per il futuro. Alba è una dimensione privilegiata, ma in Italia sono tanti i problemi, dalla disoccupazione alla povertà. Servono risposte concrete, non promesse: è questo il risultato più difficile da raggiungere”.

Francesca Pinaffo