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Tradizione e novità nel giorno dei micun e del premio Scaviss

BELVEDERE LANGHE Ritorna, domenica 15, alle 16.30, la secolare festa dei micun, i pani benedetti di Belvedere Langhe. Celebrata ogni anno la seconda domenica dopo Pasqua, si terrà nell’oratorio di San Sebastiano. La cerimonia religiosa è gestita da tempo immemore dalla confraternita dei Battuti bianchi di San Sebastiano e i documenti dell’archivio parrocchiale la fanno risalire al 1612. Tra le novità del 2018 va ricordato il nuovo statuto della confraternita, in attesa di essere vidimato dal vescovo di Mondovì, che consentirà l’iscrizione anche alle fedeli.

I micun sono prodotti seguendo una ricetta segreta, tramandata e custodita da Luigi Barroero, noto cantastorie del paese e membro anziano della confraternita. «Inizialmente i pani venivano cotti nei forni a legna di Belvedere e delle frazioni. Si iniziava a produrli il lunedì con la conseguenza che la domenica della festa erano ormai troppo duri per essere mangiati», spiega Barroero, che, nel suo libro in fase di elaborazione, racconta: «La tradizione tramanda la storia di un frate scomunicato arrivato da Brescia che, confessato dal parroco, ricevette un micun. Vedendo le condizioni del pane il frate mise a disposizione la sua arte di panettiere per insegnare ai belvederesi a realizzare pagnotte che si conservassero». Di lui rimasero una ricetta in latino e un’implorazione a Dio affinché la grandine non rovinasse mai il grano di quelle colline. «In effetti, a memoria di quattro generazioni mai nessun raccolto fu disturbato dalle intemperie», conclude Barroero.

Oggi i pani sono portati in processione con la statua di san Sebastiano nel centro storico del paese, attorno ai ruderi del castello, quindi vengono benedetti e distribuiti. Al termine dei Vespri, celebrati da don Beppe Bongiovanni, si procederà all’iscrizione dei nuovi componenti nella confraternita. Il massaro, responsabile della gestione della festa, è Franco Schellino e nel 2019 gli subentrerà Paolo Ferraguti. Quest’anno, per l’ultima volta, la preparazione dei pani sarà condotta da Barroero, che lascia a malincuore il suo incarico.

La festa dei micun sarà seguita dal premio Scaviss 2018, che  sarà assegnato per la prima volta a una donna, Cristina Gabetti, e ad Alberto Merlati. Cristina Gabetti è nata a New York ed è cresciuta a Torino, senza però mai dimenticare le sue origini murazzanesi. Nel 1984  si è laureata alla Yale University e qualche anno dopo è diventata giornalista. Oggi vive a Milano e scrive di società e costume. È stata inviata dei Tg di Mediaset e curatrice di Abitare Tv. Ha pubblicato il manuale Tentativi di eco condotta, ed è una collaboratrice  di Striscia la notizia.

Alberto Merlati, invece, è un imprenditore milanese e un ex cestista, campione d’Italia nel 1967-1968 con la maglia dell’Oransoda Cantù e azzurro nel 1967 ai Mondiali e agli Europei. Un sentimento profondo lo lega a Belvedere, fin da quando la sua famiglia trovò rifugio in paese per sfuggire alle bombe della seconda guerra mondiale. In paese, Merlati possiede anche un’abitazione.

Il premio Scaviss (in dialetto, scavezzacollo), viene assegnato dal Comune di Belvedere,
in collaborazione con l’associazione culturale Il cerchio magico-gruppo corale Le raviole al vin, a personaggi che abbiano contribuito alla crescita culturale delle Langhe e del Roero, conservando l’entusiasmo per la loro terra. Il riconoscimento premia persone dal grande spessore morale e intellettuale, che hanno conservato nel corso della loro vita e della loro attività professionale
un grande legame con  il mondo contadino, mantenendo sempre il massimo rispetto
per l’uomo, l’ambiente, la terra e il paesaggio,  a difesa di quei valori tramandati attraverso
la memoria orale di generazione in generazione, per la difesa della biodiversità.
Il riconoscimento sarà consegnato alle 17.30 nell’oratorio di San Sebastiano.  Alla consegna
del premio interverrà Piercarlo Grimaldi, già rettore dell’Università di Pollenzo, vincitore
del premio Scaviss 2014  e cittadino onorario
di Belvedere Langhe.

Debora Schellino