Fu medico e artista, convegno su Franco Garelli a 45 anni dalla morte

Una natura morta dipinta da Franco Garelli

ALBA Medico di professione, scultore e pittore in nome di una vocazione maturata fin da ragazzo. Sarà dedicato a Franco Garelli il convegno in programma per sabato 5 maggio, dalle 10.45, nel palazzo Banca d’Alba, frutto della collaborazione tra il centro studi Beppe Fenoglio e gli eredi dell’artista.

I relatori saranno Marco Franzone e Nicoletta Colombo, esperti di arte del Novecento, che accompagneranno il pubblico in un inedito viaggio attraverso la vasta produzione di Garelli.

Dopo il ritrovamento di trecento dipinti, sculture e ceramiche dall’archivio dell’artista, la mattinata sarà l’occasione per scoprirne il linguaggio espressivo, in linea con le tendenze del secondo Novecento. Senza dimenticare lo stretto e intenso legame che per tutta la vita lo unì alla sua terra d’origine: le Langhe.

Nato a Diano nel 1909, Garelli seguì le orme paterne e si laureò in medicina. Ma sempre, accanto all’attività medica e all’insegnamento universitario, portò avanti la sua originale ricerca artistica, dal disegno alle sculture. Partecipò al secondo confitto mondiale e venne decorato.
Alla metà degli anni Cinquanta iniziò a realizzare sculture in ferro saldate, con forme ironiche, ben lontane dalle tradizioni plastiche: il suo obiettivo era cercare e rappresentare l’uomo del suo tempo. E lo fece con svariati oggetti, come pezzi meccanici oppure ritagli di lamiere scartate dalle fabbriche di automobili.
Insegnò anche anatomia all’Accademia albertina. Morì a Torino nell’aprile 1973. A quarantacinque anni da quel giorno, il convegno contribuirà a riscoprirne la figura, con l’obiettivo di creare uno spazio in cui raccogliere il suo vasto archivio.

f.p.