Riccardo Corino, Banca d’Alba: «La raccolta è aumentata del sette per cento»

Il direttore generale di Banca d’Alba, Riccardo Corino.

IL BILANCIO  Il direttore generale di Banca d’Alba Riccardo Corino non ha dubbi: siamo sulla buona strada. L’istituto di credito made in Alba compie vent’anni in ottima forma e si prepara a nuove sfide. Il 2017 è stato un anno di svolta per l’istituto?
«Il 2017 è stato un anno molto positivo per il rafforzamento e la crescita della produttività. Grazie all’utile di esercizio netto che supera i dieci milioni – completando un quadriennio che ha registrato utili per oltre sessanta milioni – si è rafforzata la solidità della banca, che vanta un patrimonio da 331 milioni. Il più autorevole indicatore patrimoniale, il Tier1 (cioè la componente primaria del capitale di una banca), anche nel 2017 è cresciuto, attestandosi al 14,40%, ben oltre le soglie richieste».

Ma che cosa significano in concreto questi numeri, nella vita di soci e clienti?

«La solidità ha consentito di incrementare il volume degli impieghi, che hanno superato 3,1 miliardi e sono cresciuti del 5 per cento, più del doppio della media nazionale: nel 2017 sono state finanziate 1.977 imprese ed erogati 1.382 nuovi mutui casa».

La banca è riuscita ad avere ancora più fiducia?

«Lo si vede dalla raccolta dalla clientela, che si attesta a 6,1 miliardi, in aumento del sette per cento. I volumi complessivi sono cresciuti di 500 milioni superando i 9,2 miliardi. Peraltro la crescita è proseguita in questi primi mesi del 2018, con una particolare attenzione a sviluppare nuove tecnologie e servizi sempre più estesi negli strumenti e nell’accessibilità, pur mantenendo salda la relazione tradizionale e familiare».