«Fiero di ospitare Bertolucci nel decennale di Collisioni»

PRESENTAZIONE Dieci anni di Collisioni e non sentirli. In realtà, non proprio, perché il traguardo porta a riflettere sul successo crescente, sul pubblico sempre più numeroso e su come sarà possibile sostenere una manifestazione di questa portata in una piccola realtà come Barolo. Ma le incertezze non andranno a intaccare lo spirito del più importante festival agrirock d’Italia e tanto meno il programma, che dal 29 giugno al 2 luglio porterà in paese una parata di ospiti nazionali e internazionali, a partire dai concerti serali: il 29 giugno, Elio e le storie tese; seguiranno il trio formato da Max Pezzali, Nek e Francesco Renga, il ritorno di Caparezza, i Depeche Mode. La coda finale arriverà dopo qualche settimana, con i concerti di Steven Tyler il 24 luglio e di Lenny Kravitz il 28.

Sabato 30 giugno e domenica 1° luglio, le vie e le piazze di Barolo accoglieranno grandi nomi della letteratura, del giornalismo, del cinema, della televisione e della musica: da Niccolò Ammaniti a Luciano Ligabue, da Piero Chiambretti a Irvine Welsh, da Bernardo Bertolucci a Pif, solo per citarne alcuni.

In occasione della presentazione di giovedì scorso al Circolo dei lettori di Torino, ne abbiamo parlato con il direttore artistico Filippo Taricco. Filippo, come si può descrivere il decennale di Collisioni?
«Un traguardo eccezionale, nato da una prima edizione quasi spontanea, il cui futuro non era neppure immaginabile. Anno dopo anno, Collisioni è cresciuta e credo che abbia rappresentato una spartiacque nelle manifestazioni del territorio, perché prima di noi grandi nomi del rock internazionale non avevano mai suonato nelle Langhe. In queste dieci edizioni, abbiamo avuto migliaia di ospiti, che hanno attirato persone dall’Italia e dall’estero, con una ricaduta enorme: se le spese dell’intero evento oggi si aggirano sui due milioni e mezzo, il giro d’affari è ben più alto, basti pensare che solo per gli ospiti e il loro entourage affittiamo camere d’hotel per un valore di oltre 150mila euro».

Tra gli ospiti dell’edizione 2018, di quale vai più fiero?
«Di Bernardo Bertolucci, perché non è una persona che si espone di frequente e non è stato facile averlo tra noi: il fatto che abbia accettato l’invito è una grande prova di maturità per Collisioni, che sempre di più unisce un pubblico trasversale, dai giovanissimi alla ricerca degli autografi dei loro idoli agli adulti, che possono ascoltare le parole di uomini e donne che hanno fatto scuola».

Che dire di Wine and Food, dedicato alle eccellenze enogastronomiche?
«L’intento è creare una grande vetrina per tutte le realtà italiane, dalle Langhe al Friuli e alla Puglia. È un progetto possibile grazie alla collaborazione dei consorzi e delle altre realtà che operano nel settore».

Dopo le polemiche delle scorse settimane, come e dove vedi il futuro di Collisioni?
«Se il progetto dell’arena Collisioni è stato rinviato, dopo dovremo per forza sederci a un tavolo con la Regione e le fondazioni bancarie che da sempre ci sostengono. Le nuove norme sulla sicurezza sono molto stringenti e sarà necessario capire come continuare a gestire la situazione, senza ridurre né il numero né la portata degli ospiti. Ma il nostro desiderio è rimanere nelle Langhe: non posso immaginare una Collisioni senza Barolo».

f.p.