Lo zafferaneto biodinamico rende ben 600 grammi di stimmi pregiati

MONTÀ Tiziana Casetta è un’imprenditrice agricola, socia e consigliera di amministrazione della cooperativa Sogni & bisogni. Nel 2014 si è inventata una coltivazione di zafferano nella frazione montatese di Valle Casette. È stata una scommessa vinta, visto che in pochi anni la produzione è cresciuta: attualmente il raccolto è di circa 600 grammi (lo zafferano può arrivare a costare fino a 30mila euro al chilo) e la distribuzione si è fatta capillare. L’oro rosso della valle viene ceduto in bustine a una cinquantina di punti vendita o sfuso a una salumeria e a una gelateria che lo inseriscono nei propri prodotti; sta per partire anche un contratto di fornitura a una catena di supermercati.

Ma Tiziana, grazie alla sua cooperativa agricola Praverd, non si è fermata qui. Dal 2018, dopo aver frequentato una serie di corsi sulle tecniche di coltura biodinamica finanziati dalla Regione, ha dato vita alla sperimentazione di un primo zafferaneto biodinamico. «Questo tipo di agricoltura», ha spiegato Tiziana, «si propone di produrre alimenti qualitativamente superiori, che nutrano l’uomo nella sua integrità psicofisica. Si tratta di un metodo che alcuni ritengono ancora più in sintonia con la natura di quello biologico, del quale sposa alcuni principi. Fondamentali il divieto di utilizzo di fertilizzanti e pesticidi di origine chimica, sostituiti da preparati particolari a base di erbe e minerali, e la considerazione dei cicli lunari sia per la semina che per i lavori nei campi. L’obiettivo è quello di produrre piante che non siano solo sane, ma che abbiano sviluppate le qualità tipiche al massimo grado».

Il tema è innovativo e proprio per questo la cooperativa di Tiziana ha ospitato, tra gennaio e inizio giugno, un ciclo di incontri formativi sia sull’agricoltura biodinamica (non solo legata allo zafferano) sia sull’apicoltura. «L’esperienza è stata davvero positiva», ha continuato l’imprenditrice. «Le attività hanno coinvolto operatori agricoli del Roero e del Torinese, dando vita a uno scambio di esperienze e collaborazioni. Tra i docenti abbiamo avuto anche l’agronomo Patrizio Michelis, esperto del tema e principale artefice degli impianti di erbe officinali di Sale San Giovanni in alta Langa. Visto il successo, ripeteremo la proposta da fine luglio. Se il progetto verrà approvato dalla Regione, la formazione sarà gratuita e rivolta a titolari, soci e addetti di aziende e cooperative agricole». Chiunque fosse interessato ad approfondire il metodo biodinamico, potrà telefonare direttamente a Tiziana al numero 331-99.83.219.

Andrea Audisio