Migranti, l’invasione immaginaria

IMMIGRAZIONE Nei giorni in cui la politica italiana lotta contro un’invasione immaginaria, la Prefettura di Cuneo promuove il bando per l’accoglienza dei profughi in provincia. Il documento tiene conto del drastico calo degli sbarchi e rivede al ribasso le somme messe a disposizione e i posti previsti per l’accoglienza. Nel 2017-2018 la Prefettura aveva lavorato sul possibile arrivo di 2.300 migranti assistiti nella Granda con un’offerta economica di 29.382.500 euro.

Per il 2019-2020 l’ufficio che rappresenta il Governo sul territorio ha calcolato che nei Cas –i Centri di accoglienza straordinaria attivi in 75 Comuni cuneesi –il numero dei profughi possa scendere a 1.600, con un calo di quasi un terzo delle presenze. Scende nella stessa misura la cifra messa a disposizione: 54,4 milioni di euro per due anni e mezzo, dal primo gennaio 2019 al 30 giugno 2021. La suddivisione prevede lo stanziamento di 20,4 milioni nell’anno prossimo, di 20,5 nel 2020 e di 10,1 nei primi sei mesi del 2021. La Prefettura cuneese ha peraltro previsto anche la somma di 3,5 milioni di euro per eventuali necessità dovute all’aumento della richiesta di posti.

Rimane invariata la quota pro capite per ogni profugo che lo Stato corrisponderà ai diversi vincitori del bando: 35 euro. Ai migranti andrà una somma giornaliera di 2,5 euro sotto forma di denaro o buoni spesa e una ricarica del telefono; oltre a 15 euro all’entrata nelle strutture di accoglienza.

Alla gara indetta dal Prefetto possono partecipare in forma singola o associata operatori economici anche stabiliti in altri stati membri Ue, associazioni, fondazioni, consorzi, gestori di attività alberghiere o società di capitali operanti nel settore dell’accoglienza. I posti messi a disposizione possono andare da 1 a 75 per struttura.

Il bando messo a punto a Cuneo punta sempre di più a evitare che l’ospitalità per i migranti possa cadere in mano a speculatori, fornendo indicazioni precise riguardo al numero dei pasti giornalieri, alle quantità di cibo da somministrare e alla dotazione minima del guardaroba per ogni ospite. Cambia anche il parametro di giudizio, attraverso una scelta tecnica che sale come valore nella decisione finale dal 60 per cento di due anni fa al 75 del bando attuale, mentre di contro scende l’importanza dell’offerta economica. Le domande dovranno pervenire entro le 13 del 10 agosto 2018.

Marcello Pasquero

La Prefettura guarda all’emergenza, con gli Sprar si pianifica l’autonomia

La gara vale ben 15,5 milioni ed è bandita dal Comune di Cuneo (ma i fondi sono del Governo). Per Alba ha partecipato la cooperativa Compagnia di iniziative sociali, il Cis. Ma la commissione per l’aggiudicazione si riunirà soltanto la prossima settimana. Si tratta dei progetti Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati: viene affidato ai Comuni, che lo danno in gestione per
i progetti di accoglienza integrata individuali, destinati a chi, straniero, ha ottenuto il permesso di soggiorno come rifugiato. Il costo dell’accoglienza è maggiore rispetto ai bandi gestiti invece dalla Prefettura e ha numeri inferiori. Questa gara prevede di coprire 265 posti nei prossimi tre anni (2018-2020).
I fondi per l’accoglienza sono messi a disposizione del Ministero dell’interno e Cuneo è capofila per altri 16 Comuni dell’area.
Si occupa delle decisioni legate al nuovo bando il vicesindaco di Cuneo Patrizia Manassero, che ha il tema tra le deleghe.

Molti tentano d’attraversare il confine

Se in provincia di Cuneo il numero di migranti assistiti è in calo – oggi sono 1.900 a fronte di oltre 2.300 posti disponibili, nel 2019-2021 scenderanno a 1.600 –crescono invece le strutture Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

I Cas – Centri di accoglienza straordinaria – sono presenti in 75 Comuni. In queste strutture vengono ospitati i richiedenti asilo in attesa che la loro domanda venga accolta o bocciata. Nei Cas i profughi rimangono molto meno che negli Sprar e negli ultimi mesi si assiste a un vero e proprio svuotamento, con i migranti che preferiscono tentare la fortuna di passare clandestinamente in Francia.

I centri Sprar, gestiti economicamente con fondi del Governo e direttamente dai Comuni, ospitano migranti che hanno ottenuto il diritto all’asilo in territorio italiano. Solitamente le persone presenti negli Sprar rimangono sul nostro territorio più anni, con una maggiore integrazione con gli italiani. Il progetto per gli Sprar prevede uno stanziamento di 15 milioni per l’accoglienza di 265 persone e vede capofila Cuneo, con 16 centri coinvolti. Nel capoluogo i posti saliranno da 18 a 68, ad Alba da 16 a 28; gli altri Comuni: Bra (42), Fossano (36), Saluzzo (4), Savigliano (7), Moiola (4), Gaiola (6), Demonte (6), Caraglio (29), Bernezzo (12), Pradleves (4), Costigliole Saluzzo (6), Roccasparvera (4), Verzuolo (8), Sambuco (2) e Vignolo (8).

Per gli ospiti sono previste, oltre agli interventi di accoglienza, fino a 10 ore settimanali di studio della lingua italiana, per l’integrazione.