António Lobo Antunes è la quercia del premio Grinzane

LETTERATURA António Lobo Antunes è il vincitore del premio Bottari Lattes Grinzane per la sezione La quercia, intitolata a Mario Lattes e dedicata agli autori che hanno raccolto «condivisi apprezzamenti di critica e di pubblico»; in altre parole, ai classici contemporanei, ancora nel pieno della carriera. La maggior parte dei libri di Antunes è pubblicata in Italia da Feltrinelli.

I lettori italiani hanno potuto conoscerlo e apprezzarlo grazie ad Antonio Tabucchi, che nel 1996 per Einaudi contribuì alla pubblicazione di uno dei primi libri dello scrittore, In culo al mondo, uscito in Portogallo nel 1979 e tradotto nella nostra lingua dalla moglie stessa di Tabucchi, Maria José de Lancastre. L’ultima opera, la numero ventotto, è uscita l’anno scorso in Portogallo: Até que as pedras se tornem mais leves que a água (Dom Quixote).

Venerdì 19 ottobre, alle 18, lo scrittore portoghese terrà nel teatro Giorgio Busca di Alba la lezione magistrale riservata ai destinatari del riconoscimento. Sabato 20 ottobre sarà premiato al castello di Grinzane subito prima dei vincitori della sezione Il germoglio. I finalisti in questo caso sono il cinese Yu Hua con Il settimo giorno, il russo Andreï Makine con L’arcipelago della nuova vita, Michele Mari (unico italiano) con Leggenda privata, il vietnamita Viet Thanh Nguyen con I rifugiati e la canadese Madeleine Thien con Non dite che non abbiamo niente. Tra costoro i ragazzi delle giurie scolastiche voteranno il supervincitore.

La scelta di Antunes è responsabilità esclusiva della giuria presieduta da Gian Luigi Beccaria, che tra gli esperti conta l’albese Valter Boggione, oltre al libraio di Scampia, Rosario Esposito La Rossa. «Antunes non ha mai smesso di cercare le parole per ciò che comunemente definiamo indicibile, imponendosi così all’attenzione di lettori e critici per l’originalità della scrittura e la profondità dei temi (…) Lo svelamento di ferite private e collettive attraversa tutte le opere di António Lobo Antunes, proponendoci i temi forti del dolore esistenziale, dello strazio dell’invecchiamento e delle indelebili ferite del passato. Ma a conquistare il lettore non è soltanto la perizia con cui le parole della memoria acquistano sulla sua pagina spessore e carne, ma anche la maniera in cui i piani temporali magmaticamente si accavallano, ripresentando ogni volta sotto una luce diversa gli errori di tutta una vita», recita tra l’altro la motivazione del premio redatta da Laura Pariani.

António Lobo Antunes, nato a Lisbona nel 1942, ha una formazione di psichiatra, che ha influenzato la sua narrativa, dedicata a indagare la realtà umana e i fatti della storia, in cui la lettura del passato è funzionale all’analisi della contemporaneità e delle vicende private. Partecipò alla guerra coloniale in Angola dal 1970 al 1973 come tenente, chirurgo e psichiatra, esperienza che emerge potente nelle sue prime opere, così come la dittatura di Salazar. La seconda parte della sua produzione si basa su temi psicologici, andandosi a concentrare sulle storie private.

Lo scrittore portoghese è stato preceduto, nelle edizioni passate, da maestri come Ian McEwan, Amos Oz, Javier Marías, Martin Amis, Alberto Arbasino, dal futuro Nobel Patrick Modiano, e da Enrique Vila-Matas. Al vincitore della Quercia va un assegno di diecimila euro.
A sostenere il premio Bottari Lattes Grinzane il Ministero e la Regione, ma soprattutto la fondazione Cassa di risparmio di Cuneo, il principale finanziatore per il triennio 2017-2019. A questi si aggiungono la fondazione Crt, Matera 2019, Banca d’Alba, gli enti locali, le cantine e la Fiera del tartufo.