Domani, sabato 14 luglio, alle 10 i funerali di don Luigi Torrero

ALBA Il Vescovo Mons. Marco Brunetti, i Vescovi emeriti, i presbiteri e i diaconi della Diocesi di Alba si uniscono in preghiera per la scomparsa del sacerdote don Luigi Torrero, canonico della Cattedrale.

La camera ardente è stata allestita nella Sala Divina Provvidenza del Seminario diocesano ed è aperta dalle 12.

La Veglia funebre si terrà questa sera, venerdì, alle 18 in Seminario e alle 21 nella chiesa parrocchiale di Maria Vergine Assunta a Santa Vittoria d’Alba e i funerali saranno sabato mattina alle 10 nella Cattedrale di Alba.

Don Luigi Torrero è nato il 4 gennaio 1936 a Santa Vittoria d’Alba e, dopo gli studi nel Seminario di Alba, è stato ordinato il 10 gennaio 1960 da Sua eccellenza Carlo Stoppa nella chiesa parrocchiale di Santa Vittoria.

E’ stato nominato vicecurato a S. Stefano Belbo fino al 1963. Poi dal 1 febbraio 1963 per quattro anni vicecurato a Canale e dal 1 ottobre 1967 vicecurato a Corneliano. Nel 1968 è stato chiamato in Seminario con gli incarichi di insegnante e di economo; quest’ultimo incarico lo porterà avanti con dedizione per 43 anni.

Nel frattempo è stato nominato parroco della parrocchia di Madonna di Como, frazione di Alba, incarico retto dal 1 novembre 1972 al 1 dicembre 2007.

Il 1 dicembre 1992 è stato anche nominato Canonico della Cattedrale.

Ricoverato, per motivi di salute, da alcuni anni nella Casa di Cura “La Residenza” di Rodello, ha terminato qui la sua vita terrena giovedì 12 luglio 2018. Ora vive nella pace del Signore Risorto.

La biografia di don Luigi Torrero

Dopo anni di sofferenze, dovute alla malattia, giovedì 12 luglio, il Signore ha chiamato a partecipare alla sua gloria il sacerdote don Luigi Torrero, canonico della Cattedrale e parroco emerito della Parrocchia di Madonna di Como.

Don Luigi ha dedicato la sua vita a servizio di Dio e dei fratelli nella nostra Chiesa albese, con zelo e umiltà.

Nato a Santa Vittoria d’Alba il 4 gennaio 1936, in una famiglia di profonda fede e intensa vita cristiana e in una comunità parrocchiale che negli anni ha dato parecchi sacerdoti alla Chiesa, entrò adolescente, nel 1947, nel Seminario di Alba, dove maturò la sua vocazione al sacerdozio.

I compagni di scuola lo ricordano come un giovane intelligente e brillante negli studi, molto zelante nella preghiera e nei doveri della vita seminaristica.

Dopo aver compiuto il percorso di studi in filosofia e teologia, ricevette l’Ordinazione Presbiterale a 24 anni il 10 gennaio 1960 dal Vescovo Mons. Carlo Stoppa nella chiesa parrocchiale di Santa Vittoria.

Iniziò subito il suo ministero pastorale come vicecurato presso la Parrocchia di S. Stefano Belbo, dove si fermò fino al 1963. Il 1 febbraio 1963 ricevette un nuovo incarico di vicecurato nella Parrocchia di Canale.

Qui trascorse quattro anni, occupandosi dell’educazione religiosa dei ragazzi e dei giovani con le attività dell’Oratorio.

Nel 1967 svolse per un anno l’incarico ancora di vicecurato a Corneliano.

Negli anni giovanili aveva maturato la vocazione per la missione ad gentes come altri sacerdoti fidei donum di Alba ed aveva preso contatti per raggiungere i sacerdoti che già da qualche anno stavano fondando la missione di Marsabit in Kenya. Si preparò a questa missione soggiornando per qualche tempo in Gran Bretagna per studiare la lingua inglese.

Al suo ritorno i superiori gli chiesero, anziché di andare in Africa, di dedicare la sua vita all’insegnamento in Seminario e gli affidarono anche l’incarico di economo. Dal 1968 per ben 43 anni, don Luigi con spirito di obbedienza esercitò soprattutto l’incarico di economo del Seminario. Noi seminaristi lo ricordiamo come un economo riservato e prudente, sobrio e oculato, attento alla gestione dei beni del Seminario come fa un buon padre di famiglia; un economo che si prendeva cura dei beni del Seminario come se fossero beni di casa propria e che trattava noi giovani seminaristi proprio con la bontà di un padre.

Come economo, coadiuvò i rettori, prima Mons. Natale Bussi, poi don Gianni Ciravegna e don Franco Ciravegna nell’amministrazione del Seminario e nella ristrutturazione e nell’adeguamento progressivo dei locali, perché il Seminario diventasse sempre più un luogo di accoglienza e di formazione per i giovani, ma anche per i sacerdoti e per i laici che lo frequentavano. Con la sua amministrazione saggia e prudente contribuì a far sì che il Seminario divenisse sempre più il “cuore della diocesi”.

Lo ricordiamo affacciarsi sorridente dal corridoio del primo piano, mentre osservava con gioia i seminaristi mentre giocavano e poi i ragazzi urlanti e festosi che affollavano il cortile durante i convegni diocesani dell’ACR e dei chierichetti.

Insieme agli incarichi in Seminario, dal 1 novembre 1972 don Luigi venne nominato anche parroco della parrocchia “Natività di Maria Vergine” più conosciuta come “Madonna di Como”, piccola comunità sulle colline delle Langhe, immediatamente sopra la città di Alba. Qui fu parroco per 35 anni, fino al 1° dicembre 2007. Nonostante il piccolo numero di parrocchiani, esercitò il suo ministero con molto zelo pastorale, celebrando la S. Messa domenicale e gli altri sacramenti e curando la formazione cristiana dei ragazzi, dei giovani e degli adulti.

Il 1° dicembre 1992 il Vescovo Mons. Nicolini lo nominò canonico della Cattedrale; don Luigi accettò anche questo incarico in spirito di umiltà e rimase sempre fedele alla preghiera e alle promesse sacerdotali.

Per problemi di salute, negli ultimi anni si era ritirato nella Casa di Cura “La Residenza” di Rodello; qui con l’aiuto delle cure mediche e la vicinanza delle sue sorelle, mentre la sua salute andava lentamente declinando, continuò il suo ministero sacerdotale, offrendo al Signore le sue sofferenze e le sue preghiere.

Nel primo pomeriggio di giovedì 12 luglio don Luigi ha concluso il suo pellegrinaggio terreno ed è stato chiamato dal Signore ad essere con Lui in paradiso per ricevere la ricompensa promessa ai servi buoni e fedeli.

Preghiamo Gesù Buon Pastore perché accolga don Luigi nella gloria dei Santi e doni a lui il premio promesso a coloro che hanno speso la vita nel suo nome per amore dei fratelli.