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Tra i giornali italiani e stranieri premiati dal Roero c’è Gazzetta d’Alba

MONTICELLO Commosso, nel ricordare i «pionieri dell’Arneis», quelli presenti e quelli che da poco non ci son più, che insieme a lui hanno creduto nel vino che ha trainato il Roero verso la fama di cui gode: Giovanni Negro, produttore di Sant’Anna di Monteu e presidente del premio giornalistico del Roero, ha condotto venerdì sera la cerimonia di consegna dei riconoscimenti. L’evento, seguito dell’AperArneis, si è svolto nel salone d’onore del castello di Monticello. Per la grande bellezza del luogo che valorizza la sinistra Tanaro, ringraziamenti sono andati alla contessa Elisa che con la famiglia ha ridato vita al castello e lo ha aperto alle visite.

A portare un saluto, anche il sindaco Silvio Artusio Comba. Poi, con Gianmario Ricciardi, che dallo scorso anno presiede la giuria, sono stati assegnati gli attestati di riconoscenza ai sostenitori dell’iniziativa. Nella seconda parte della cerimonia, poi, sono stati premiati i giornalisti che «hanno parlato del Roero, ne hanno esplorato i prodotti, dal vino alla frutta, la storia, la cultura, le peculiarità». Tra le testate locali il riconoscimento è andato a Gazzetta d’Alba con il suo condirettore, Maria Grazia Olivero, perché «con il suo intervento fa crescere l’immagine di una terra che ha colline stupende per la rara varietà ambientale, i suoi prodotti, le sue ricchezze come vino, storia, cultura, gastronomia». Riconoscimenti poi a Isotta Carosso della Stampa, Tiziana Fantino di Targato Cn e Idea.

Per le testate nazionali, premi a Dario Bragaglia di Mondointasca.it e a Filippo Apollinari di Enocode. Tre premi alle pubblicazioni straniere: al giornalista russo Atanassov Bisso, all’inglese Isobel Lee e al tedesco Jürgen Sorges.

e.a.