Libri sotto l’ombrellone: il consiglio di Francesca Pinaffo

ALBA Vi facciamo compagnia ogni settimana scrivendo di cronaca, cultura, sport, sanità, attualità: portiamo a casa vostra le notizie sotto forma di firma o di sigla ma in tutto ciò che raccontiamo mettiamo un po’ di noi. Dietro ai nostri nomi e cognomi o alle nostre iniziali ci sono storie, studi, scelte, passioni diverse: ho pensato a questo servizio, chiedendo agli altri collaboratori di suggerire, insieme a me, un libro per l’estate, come a un modo di farci conoscere meglio e di portarvi nel nostro mondo, anzi, nei nostri mondi. Regalare o consigliare un libro a un amico è un’occasione importante perché significa chiedergli di dedicare un po’ del suo prezioso tempo leggendo qualcosa che riteniamo meritevole: arricchente, divertente, stimolante, emozionante o semplicemente bello. I colleghi collaboratori del giornale hanno accolto con entusiasmo la mia proposta ed eccoci qui con ciò che mi aspettavo, un mix del tutto vario e inaspettato fra romanzi che hanno fatto la storia della letteratura e opere recenti, saggi e thriller. Buone vacanze da tutti noi!

Virginia Woolf, Gita al faro (Feltrinelli, prezzo 6,80 euro)

“Gita al faro”, capolavoro di Virginia Woolf pubblicato nel 1927, è un libro denso e a tratti complesso, ma nonostante ciò mi vengono in mente parecchi motivi per consigliarlo come lettura estiva. Il primo è che la vicenda comincia d’estate, su un’isola dell’arcipelago delle Ebridi. È qui che ogni anno si reca in villeggiatura la famiglia Ramsay. Il figlio più piccolo, James, sogna di visitare il faro, la cui luce ogni sera entra dalle loro finestre. Non ci riuscirà, a causa del “no” del padre, in contrasto con il “sì” della madre. Da questo scontro nasce il romanzo, nel quale la trama si fa da parte, per lasciare spazio a un flusso improvviso di pensieri, il vero punto di forza di “Gita al faro”: dai rapporti famigliari alla difficoltà a affermare la propria identità, soprattutto per le donne, è impossibile per il lettore non lasciarsi trasportare dalle parole. Merito della scrittura  di Virginia Woolf, articolata nei costrutti, scorrevole nell’insieme e capace di emozionare. Come nel finale, lieto nonostante tutto, come un cerchio che si chiude e lascia un senso di leggerezza.

Francesca Pinaffo