Steve Della Casa, il cinema narrato nei borghi storici

 

DA CARREGA A GRINZANE Stefano Della Casa, meglio noto come Steve, è nato a Torino nel 1953. È critico cinematografico e uno dei fondatori del Torino film festival. Con Efisio Mulas conduce anche il programma Hollywood party su Radio Rai 3: un momento tra il serio e il faceto esplorando importanti lavori del cinema. Uno stile narrativo che i due hanno portato all’incontro inaugurale dell’Attraverso festival a Carrega Ligure, alla punta estrema del Piemonte, venerdì scorso. E che replicheranno venerdì 24 agosto (ore 21, ingresso gratuito) nel castello di Grinzane Cavour, per l’appuntamento che aprirà la seconda parte della rassegna.

Cosa aspettarsi dall’incontro del 24 agosto?

«Recuperando lo stile di Hollywood party e applicandolo alla suggestiva cornice del castello di Grinzane parleremo di cavalieri, spadaccini e dame. Personaggi che incontreremo durante le proiezioni di spezzoni di film degli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta, come L’invincibile cavaliere mascherato, Beatrice Cenci, Romeo e Giulietta. Daremo meno importanza alla pellicola e più allo storytelling, alle curiosità sulla composizione del lavoro, al contesto di riferimento. Vedremo come alcuni attori – ad esempio Giuliano Gemma – siano diventati famosi a partire da quei primi allestimenti artistici. Racconteremo insomma lo scenario in cui grandi progetti nacquero e analizzeremo i mattoni con cui vennero costruiti».

Dal passato al presente: cosa pensa del moderno modo di fare cinema, dell’influenza sempre crescente del modello americano sui gusti italiani?

«Non penso che l’influenza del modello americano sia così invasiva o potente. Pensiamo alle serie tv. Negli Stati Uniti guardano House of cards, per fare un esempio. Sono sicuro che se somministrassimo un sondaggio tra la popolazione italiana vincerebbe, in termini di ascolti, un telefilm come Don Matteo. È un ragionamento sostenuto dai numeri. Le serie tv d’oltreoceano non si avvicinano neanche agli ascolti realizzati da quelle nostrane».

Insomma: esiste una differenza tra ciò che è presumibile, dato per scontato, e il mondo reale.

«La maggioranza della popolazione fa cose diverse rispetto a quanto dice oppure a rispetto quanto si presume scontato. È un discorso che possiamo applicare anche ad altri ambiti, compreso quello politico. Con questo non voglio dire che la popolazione italiana sia mediamente stupida, soltanto che i suoi bisogni e comportamenti sovente non sono quelli che crediamo essere. Dal punto di vista del cinema, penso che nel nostro Paese siamo ancora molto lontani dall’aver assorbito i gusti e le tendenze di provenienza americana».

Matteo Viberti