Chi potrà usare sull’etichetta la parola Langhe?

NOCCIOLE Nelle recenti fiere corilicole di Cortemilia, Castagnole delle Lanze e Roddi si è tornato a parlare della dicitura “delle Langhe” che, in seguito alla modifica di un articolo del disciplinare, potrà essere usata per etichettare le nocciole Piemonte Igp (in guscio, sgusciate o sotto forma di semilavorati) prodotte in una determinata area geografica. I tempi per il via libera ministeriale dovrebbero essere abbastanza rapidi e già dalla prossima campagna di raccolta sarà possibile aggiungere il termine “delle Langhe” in etichetta.
Ma qual è la zona geografica che permetterà ai produttori di utilizzare la dicitura, utile, secondo i promotori della modifica, a caratterizzare maggiormente il prodotto dandogli un maggior valore aggiunto? La proposta di modifica del disciplinare inviata dal Consorzio di tutela alla Regione, indica una zona ben precisa. Per le Langhe vere e proprie, l’individuazione è stata abbastanza semplice. Con il Tanaro a segnare storicamente il confine naturale dell’area, risultano inclusi tutti i paesi sulla sponda destra del fiume. Oltre a quelli della bassa e dell’alta Langa, l’elenco include anche alcuni centri del Cebano e del Fondovalle, come Castellino Tanaro, Cigliè, Igliano, Marsaglia, Montezemolo, Roascio, Paroldo, Rocca Cigliè, Sale Langhe, Sale San Giovanni, Torresina, Bastia Mondovì, Clavesana, Lequio Tanaro, Farigliano, Narzole, Cherasco e Niella Tanaro.

Per alcuni di questi paesi, e anche per Novello, Barbaresco, Monchiero, Neive e Alba, il cui territorio comunale si trova su entrambe le rive del Tanaro, l’areale include soltanto i terreni situati sulla sponda destra. In parole povere: un corilicoltore albese che abbia noccioleti a San Cassiano può usare sulle etichette la dicitura Langhe; se li ha a Mussotto o a Piana Biglini no. Dell’elenco fanno anche parte Ceva, Castelnuovo di Ceva e Priero, ma solo per le zone sulla destra orografica del torrente Cevetta, fino alla confluenza col Tanaro.

Anche alcuni centri dell’Astigiano potranno utilizzare la dicitura “delle Langhe” per le loro nocciole. Nella lista inviata alla Regione ci sono: Bubbio, Cassinasco, Castagnole delle Lanze, Castel Rocchero, Cessole, Coazzolo, Loazzolo, Mombaldone, Monastero Bormida, Montabone, Olmo Gentile, Roccaverano, Rocchetta Palafea, San Giorgio Scarampi, Serole, Sessame e Vesime, mentre per Canelli e Calamandrana sono inclusi solo i terreni alla destra del Belbo.

La definizione dei paesi astigiani da inserire nella lista di quelli che potranno usare la dicitura Langhe per le loro nocciole è stata più controversa rispetto a quelli cuneesi, con qualche rimostranza e richiesta di modifiche. Non è quindi da escludere qualche piccolo aggiustamento nei prossimi giorni.

Corrado Olocco