Foto e fotografi braidesi nel nuovo libro di Fabio Bailo

Lo studio del fotografo Giovanni Novara

BRA L’epopea dei fotografi braidesi (e dei braidesi fotografati) è al centro del nuovo libro di Fabio Bailo, Foto e fotografi a Bra tra ’800 e ’900 (Nerosubianco editore). Il volume sarà presentato venerdì 14 settembre alle 21 a palazzo Mathis (piazza Caduti per la libertà) alla presenza di numerosi degli autori delle immagini. Come si intuisce dal titolo, i fotografi braidesi e i braidesi fotografati sono i due temi centrali: la prima parte è dedicata a coloro che hanno fotografato in modo professionale Bra e i braidesi dalla metà dell’Ottocento alla fine del Novecento.

Si parte dai pionieri (Vincenzo Craveri, Giovanni Bussi e Giovanni Mulazzano) che introdussero l’arte fotografica all’ombra della Zizzola e contribuirono alla sua prima diffusione. Si passa poi a coloro che documentarono tanta parte del Novecento cittadino (Jacopo ed Elisa Barbieri, Francesco e Laura Behrens, Giovanni Novara, Venanzio Biondi). Furono loro a formare e passare il testimone a una nuova generazione che, fotocamera a tracolla, ha eternato la seconda metà del cosiddetto secolo breve- Si tratta di Beppe Rainero, Dino Burdese, Severino Peroli, Angelino Fasano, Bruno Risso, Osvaldo Figurelli, Tullio Giacosa, Tino Gerbaldo, Mimmo Brillante, Roberto Tibaldi.

La seconda parte del volume è un album che riunisce scatti diversi per epoca e contesto che evidenziano quanto il lavoro dei fotografi abbia documentato la società braidese (e i cambiamenti intervenuti nel tempo). Si trovano numerose foto delle scolaresche dall’asilo alle superiori, rimandando a un mondo in cui vigeva la separazione tra bimbe e bimbi accomunati solo dal grembiule e dal colletto candido con il fiocchetto.

È poi il turno delle foto di leva, alcune delle quali rimandano a un’epoca ormai dimenticata in cui la durata del servizio militare era commisurata al numero che si estraeva nell’urna: più basso era il numero più alta sarebbe stata la permanenza sotto le armi.

Vi sono infine le foto di famiglia a proposito delle quali balza subito agli occhi che se nei primi scatti, quelli di inizio Novecento, campeggiano decine tra fratelli e sorelle, zii e nipoti, in quelli più recenti il nucleo parentale si riduce sino a ridursi a poche unità.

In tutto 125 immagini che vanno da inizio Novecento agli anni Sessanta: sono oltre 1.800 i braidesi in foto, citati uno a uno e richiamati nell’indice dei nomi: il lettore potrà muoversi tra volti e cognomi familiari, trovando qui e là i propri cari, i compagni di banco o di gioco, i colleghi di lavoro.