Il dibattito s’accende sui Battuti rossi di Magliano

MAGLIANO Nelle scorse settimane ha fatto molto discutere l’annuncio della futura collaborazione tra il paese di Magliano e l’artista di origine cinese Zhang Hong Mei, che in futuro potrebbe decorare la chiesa dei Battuti rossi del paese.

Se, da un lato, il rilievo internazionale dell’artista potrebbe portare grande attenzione sul paese, dall’altro, alcuni residenti e amministratori hanno espresso perplessità nei confronti di questa scelta, che potrebbe snaturare l’anima dell’antica chiesetta roerina. «Siamo rimasti stupiti da questa notizia, della quale non si è fatto cenno nell’ultima seduta consiliare», commenta il rappresentante di minoranza Carlo Sacchetto. «Sicuramente porterà visibilità a Magliano, ma non vorremmo che compromettesse l’originalità del monumento. Come minoranza non siamo contrari a priori all’intervento, ma vogliamo dialogare con la maggioranza, al fine di trovare una soluzione condivisa».

Anche la sezione albese di Italia nostra ha espresso la propria opinione in una missiva inviata all’Amministrazione maglianese e alla Soprintendenza dei beni culturali. Il testo inizia con un richiamo alla storia del monumento: «L’ex oratorio della Confraternita della SS. Trinità, costituito prima del 1596, è stato completamente ricostruito nel 1751 su progetto dell’architetto Francesco Cantamessa. L’edificazione del campanile, non più esistente, è invece databile 1756. L’edificio è privo di arredi liturgici e dell’altare e, almeno dal 1831, sono documentati dipinti murali nella volta del coro e sulle pareti. Le opere, essendo state coperte, sono tornate alla luce solo nel corso dei restauri negli anni Ottanta».

Il consigliere comunale Carlo Sacchetto davanti a uno degli affreschi all’interno della chiesa dei Battuti rossi

I rappresentati di Italia nostra proseguono sottolineando alcune perplessità. A destare maggiore scetticismo sarebbe l’intenzione di lasciare all’artista “carta bianca” e di rendere i suoi interventi permanenti. «Da vari anni l’ex oratorio dei confratelli ospita manifestazioni e mostre, ma queste esposizioni sono temporanee. Eventuali opere permanenti dell’artista, invece, avrebbero un peso predominante», riporta ancora la lettera di Italia nostra, che prosegue: «Non intendiamo esprimerci sul valore artistico di quanto verrebbe attuato, però vogliamo richiamare l’attenzione sulla necessità di procedere con cautela, ottenendo le autorizzazioni del Comune e della Soprintendenza statale e realizzando un progetto che rispetti con sensibilità le pitture preesistenti, ancora da riscoprire interamente e restaurare».
L’Amministrazione non conferma e, anzi, smorza i toni. «Abbiamo incontrato l’artista, ma non vi è ancora nulla di definitivo», afferma il sindaco Luigi Carosso, che conclude: «Avremo occasione di confrontarci sulle modalità di realizzazione di una eventuale opera».

a.m.a.

 

Chi è Zhang Hong Mei, ospite cult della Biennale di Venezia

IL PROFILO Zhang Hong Mei è nata in Cina nel 1973 e si è laureata in disegno tessile nel 1996. Dopo aver insegnato e lavorato per industrie tessili, è oggi una delle artiste più note a livello internazionale. Ospite di prestigio della Biennale di Venezia e del Centre Pompidou di Parigi, negli anni scorsi aveva presentato a Torino la sua famosa versione a tutto colore dei guerrieri di Xi’an.