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Scopriamo perché la stufa in piemontese è detta potagé

ABITARE IL PIEMONTESE

Potagé: Stufa per cucinare e scaldare l’ambiente; Orto; Seno prosperoso.

L’autunno si insinua, le giornate si accorciano, l’aria diventa fresca e fa piacere deje ‘n crèp ëd potagé – dare un giro di stufa – per rompere l’umidità. Nelle campagne, il potagé era la cucina più popolare, pensata per provvedere sia al riscaldamento che alla cucina.

Sulla parte superiore del potagé, sono posate una o più aperture di cerchi concentrici di diverso diametro per poggiare pentole e fujòt a diretto contatto con il fuoco. Questo anche per consentire corrette dilatazioni della ghisa sottoposta a notevoli sbalzi di temperatura.

Il posto fisso sulla piastra rovente ce l’ha un bollitore pieno d’acqua che tiene in equilibrio l’umidità dell’ambiente e garantisce il conforto della bottiglia d’acqua calda per il letto dei freddolosi. L’acqua veniva travasata con un mestolo a forma di parallelepipedo, la càssa.

Da un angolo della piastra parte un sistema di tubi incastrati uno nell’altro, i canon. Il primo fa da sostegno ad una raggiera di bacchette utili a far asciugare i canovacci da cucina, ma anche scaldare gli abiti dei bambini. Venivano anche stesi i pigiami indossati per la notte, prima di affrontare il gelo delle stanze, dove l’unico elemento tiepido era il fra, lo scaldaletto con brace ardente. E se ben caricato la sera, il potagé, al mattino è ancora tiepido, con braci sufficienti a ravvivare la fiamma.

La parte laterale diffonde calore più modesto per evitare ustioni accidentali, così come un mancorrente di ottone, utile anche ad appendere i ferri per la gestione. Non parliamo poi di quel vano, usato come forno o come zona scalda-scarpe. Dopodiché l’avvento delle cucine a gas – il Pibigas – e più recentemente il piano cottura ad induzione, hanno licenziato il potagé, garanzia oggettiva per la qualità dei cibi sebbene con tempi di cottura più lunghi.

Potagé offre una varietà di significati, origini e metafore a cominciare dal seno sporgente di una donna prosperosa; ma prima dei rimandi francesi (potage – minestra di ortaggi), in latino volgare, POTTUM è la pentola, recipiente, vaso di origine preceltica. E per potage si intendono manicaretti, vivande e prelibate pietanze, cosicché potagé diventa anche il verbo che descrive chi sta cucinando.