La lettera del Sindaco Marello per l’anniversario della libera Repubblica di Alba

ALBA La lettera aperta del Sindaco di Alba Maurizio Marello in occasione delle celebrazioni per il 74esimo anniversario dei “23 giorni della Libera Repubblica di Alba”.

La lettera

Tra le numerose manifestazioni con cui ricordiamo la ricorrenza anniversaria dei “23 giorni della Città di Alba”, ce n’è una in cui sentiremo la storia di Loulou.

Louis Chabas, un francese di Lione, divenuto leggendario per la sua spericolata audacia. Ma, oltre che di lui, dovremmo parlare dei tanti stranieri che militarono nella Resistenza sulle nostre colline. Ex prigionieri di guerra che scelsero di battersi qui contro il loro nemico. O ufficiali, come Temple, che qui lasciò la sua vita, paracadutati sulle Langhe per sostenere lo sforzo bellico dei partigiani.

Dobbiamo parlarne, per ricordarci che la Resistenza è stata un fatto che è andato ben al di là di ristretti confini. È stata un fenomeno corale, dei popoli d’Europa che si sono sollevati per combattere un invasore, il nazifascismo, che cercava di opprimerli con il suo culto idolatrico di una nazione che deve schiacciare le altre.

E fu tutta l’Europa, coralmente, a prezzo di sacrifici altissimi, a sconfiggere i nazifascismi.

Finita la guerra con i suoi milioni di morti, la Francia, la Germania, l’Italia ed i paesi di quello che allora si chiamava il Benelux, insomma quell’Europa che per secoli si era dilaniata in lotte intestine, scelsero di cambiare radicalmente rotta. Decisero di stringersi in un patto di amicizia che scongiurasse ogni pericolo di nuove guerre. Decisero di fare tra loro Comunità.

La nostra Costituzione accolse subito con favore la novità, e sancì che l’Italia fosse aperta “alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni”.

L’Europa, un frutto della Resistenza. Un frutto che vogliamo coltivare e far crescere. Non vogliamo invece che venga soffocato dal rinascere di nazionalismi l’uno opposto all’altro. Non vogliamo che sia preso nella spirale di “sovranismi” dal respiro corto, che fomentano egoismi ed odio.

A primavera saremo chiamati a dare il nostro voto per l’elezione del Parlamento dell’Unione europea. Nel solco della Resistenza impegniamoci perché l’Unione, di popoli ancor prima che di Stati, divenga sempre più democratica anche nelle sue strutture decisionali e perché riscopra la necessaria solidarietà tra tutte le sue componenti.

Alba, 31 ottobre 2018                                                        Maurizio Marello