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L’Onav deve crescere ancora!

INTERVISTA Francesco Iacono è il nuovo direttore generale dell’Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori vino). Laureato in scienze agrarie a Piacenza, agronomo ed enologo, è stato per anni ricercatore al prestigioso istituto di San Michele all’Adige e, in seguito, direttore generale del gruppo vitivinicolo Fratelli Muratori.  Iacono ha sostituito Michele Alessandria, pensionato per raggiunti limiti di età. Lo abbiamo incontrato nel suo ufficio, nella sede nazionale di Asti.

Per lei un incarico nuovo. Le sue impressioni sulle prime settimane di lavoro?
«Molto emozionanti e intense! Per prima cosa sto cercando di conoscere meglio l’Onav dal suo interno. È un’associazione, per molti aspetti, diversa dalle altre presenti nel settore vitivinicolo, contrassegnata da un forte dinamismo e da una consistente crescita annuale. Dai circa 6mila iscritti di 10 anni fa, oggi siamo a circa 10mila. È positivo, ma chiaramente una struttura che cresce dev’essere adeguata a tutti i livelli».

Quali sono le priorità da affrontare?
«Il rapporto tra la sede nazionale e le varie sezioni periferiche, e la forte crescita dei giovani onavisti. La poliedricità degli associati è una ricchezza. Ovviamente, occorre che tutti quanti rispettino norme e regole di vario genere, anche fiscali e amministrative. L’Onav si regge in gran parte sul volontariato, ma il volontariato dev’essere svolto nel migliore dei modi. Occorre che tutti gli associati vengano coinvolti con progetti e iniziative nuove. Intorno al vino c’è un forte interesse e una crescita esponenziale di curiosità e richiesta di formazione e informazione. La maggior parte delle associazioni del mondo del vino cresce e l’Onav non può restare indietro, anzi deve crescere, magari più delle altre».

Quali sono i progetti?
«Onav può e deve esprimere valori di natura etica, educativa e professionale. Sotto questo aspetto è molto importante il progetto fortemente voluto dal presidente Vito Intini di creare sinergie tra Onav e sommelier, per costruire percorsi formativi di largo e maggiore coinvolgimento».

Come ha vissuto il nuovo lavoro?
«Asti è una bellissima città, accogliente e vivibile. Non a caso mi sono trasferito con la famiglia. Ho preso contatti con i vari enti del posto, in primo luogo la Camera di commercio, poi con la sezione locale Onav. In seguito mi confronterò con altri enti e persone, cercando di rendermi disponibile per ogni tipo di attività territoriale ed extraterritoriale finalizzata alla promozione e alla comunicazione del vino di eccellenza. Sono fiducioso e ottimista. Spero vivamente in una crescita dell’Onav nell’interesse di tutti i soci e anche dell’intero mondo del vino».

l.t.