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Nebbiolo: la solita macchina da vino

VENDEMMIA È arrivata, anche quest’anno, l’ora del Nebbiolo. La precocità dell’annata ipotizzata in estate si è via via ridotta e così la raccolta dei Nebbioli ricalca quella del 2012, è più precoce del 2013, ma cede alcuni giorni (8-10) al 2017. Un dato interessante è la quasi contemporaneità della vendemmia nelle quattro zone (Barbaresco, Barolo, Nebbiolo d’Alba e Roero), una novità da tenere in considerazione.

Il quadro del Barbaresco 2018 lo fa Gianni Testa, direttore tecnico della Produttori del Barbaresco: «Se mettiamo a confronto le annate 2017 e 2018, sembra di paragonare due mondi differenti. Invece non è così. Ma, anche in questa, dove l’alternanza climatica ha dominato la situazione, il Nebbiolo si è confermato una vera macchina da vino. E così, dopo le titubanze della tarda estate, il mese di settembre, prima caldo e poi decisamente votato all’escursione termica tra giorno e notte, ha portato a ottima maturazione le uve. La sanità è migliore del previsto, anche nelle aree dove la grandine ha fatto un passaggio deciso. Le quantità sono buone, ai limiti del disciplinare, e questo, dopo due anni di scarsa produzione, è positivo per ristabilire le riserve».

Per il Barolo abbiamo scelto un piccolo produttore di Verduno, Vittore Alessandria: «Ci possiamo ritenere soddisfatti. La produzione 2018 si sta rivelando di grande interesse sotto vari aspetti. Innanzitutto, la maturazione si è sviluppata poco per volta; poi la presenza di gradazioni zuccherine e, quindi, alcoliche, molto buone, ma non esagerate, quantità interessanti, ottimo equilibrio tra le principali componenti (alcool e acidità) e una bella maturazione dei vinaccioli. Dobbiamo però evidenziare due aspetti un po’ critici, che si sono verificati in zone limitate: da un lato la difficile gestione dell’azione del sole, anche a settembre, con problemi di scottature sugli acini e gli attacchi di Drosophila suzukii, che hanno minato qua e là la sanità del grappolo».

Il Nebbiolo d’Alba è tradizionalmente di casa alla Cantina del Nebbiolo di Vezza. Questo il giudizio del direttore tecnico, Federico Persano: «A parte le zone grandinate, nelle quali i problemi sono stati maggiori, soprattutto per ripristinare un’adeguata condizione di sanità, per il resto i riscontri sono molto positivi, con uve sane, belle, colorate e senza problemi di botrite. Tra i vitigni coltivati dai soci della nostra cantina, il Nebbiolo si conferma il miglior interprete dell’annata. Le gradazioni sono ottime, ma anche il livello di acidità è significativo, con la netta prevalenza del tartarico e il basso contenuto di malico. La quantità è rilevante, per una buona fertilità dell’annata e per un clima che non ha mai messo le piante sotto stress. Ancora adesso la parete fogliare è verde e vitale».

Concludiamo l’analisi con il Roero interpellando Angelo Negro, responsabile tecnico dell’azienda di Monteu Roero: «La situazione per la denominazione Roero è ottimale: i pochi danni da grandine hanno favorito un’ottima sanità e una maturazione, anche fenolica, quasi perfetta e stanno garantendo una resa importante, vicina al massimale. L’acidità e il Ph sono su livelli buoni e promettono vini di grandi armonie. Tutto ciò, però, non è avvenuto per caso: si è lavorato a fondo e con attenzione nel vigneto, già nel mese di maggio quando la situazione climatica era critica e fino a settembre, quando è stato fondamentale l’azione di pulizia dei grappoli nei vari vigneti».

Giancarlo Montaldo