Si è conclusa la raccolta in carcere: uva di alta qualità per il Valelapena

VENDEMMIA Sono giorni di vendemmia anche nel vigneto della casa di reclusione Giuseppe Montalto di Alba. La scorsa settimana le uve raccolte in carcere (Barbera e Dolcetto) sono state portate alla Scuola enologica, che da anni esegue le operazioni di vinificazione per produrre l’ormai celebre vino rosso da tavola Valelapena.

«La quantità è leggermente inferiore rispetto al 2017, ma la qualità è ottima, grazie soprattutto al clima dell’ultimo mese, che ha favorito la maturazione», sottolinea il tecnico agrario Giovanni Bertello, che col collega Emanuele Fenocchio segue il progetto di viticoltura avviato nella struttura albese. Quest’anno l’attività viticola in carcere ha coinvolto una quindicina di detenuti, che in alcune operazioni sono stati supportati dagli studenti dell’Enologica, a conferma di una collaborazione che procede da anni con notevole successo.

Facendo il punto sulla vendemmia, Bertello ringrazia anche la direzione della casa di reclusione, il comandante e gli agenti della Polizia penitenziaria per la collaborazione e la ditta Syngenta per l’indispensabile supporto tecnico e agronomico. Oltre al vigneto e all’orto, che ormai da anni caratterizzano le aree interne del carcere albese, quest’anno è entrato in produzione anche il noccioleto. Il primo raccolto è stato di circa due quintali.

Corrado Olocco