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Entro l’anno all’ex Tribunale arriva l’Inps, ma non l’Inail

ALBA Si concluderanno nei prossimi giorni, con l’installazione dell’ascensore, i lavori per l’adeguamento di una parte dell’ex palazzo di giustizia in uffici per l’Inps. L’Istituto nazionale per la previdenza sociale ha ufficializzato la richiesta di uno spazio all’interno dell’edificio di piazza Medford, rimasto in buona parte vuoto dopo la soppressione del Tribunale, chiedendo di traslocare gli uffici entro la fine del 2018. Il trasferimento dovrebbe portare nuova vita al complesso giudiziario, rimasto sguarnito, a eccezione degli uffici del giudice di pace. Il sindaco di Alba Maurizio Marello commenta: «Abbiamo lavorato a questo risultato per oltre due anni, allo scopo di tornare a occupare parte dell’ex Tribunale. È solo il primo tassello di un disegno più ampio che punta a riattivare quasi tutta la struttura».

Per la ristrutturazione dei locali il Comune ha stanziato fondi per 292mila euro. L’intervento ha previsto opere edilizie come il taglio dei solai per l’installazione di un ascensore, oltre alla riorganizzazione degli spazi per creare uffici su una superficie di 117 metri quadrati, area di attesa e ufficio informazioni. Sono poi previsti anche il rifacimento della pavimentazione interna in gomma, la tinteggiatura di tutti i locali, l’adeguamento dell’impianto elettrico e la realizzazione di un servizio per disabili. Tra le opere inserite a bilancio figura anche il rifacimento di parte della copertura, deficitaria in alcuni punti e ritenuta oggi pericolosa.

Ma che cosa succederà se il Tribunale di Alba dovesse essere riaperto, come potrebbe essere previsto nell’accordo del Governo giallo-verde? «Per questo motivo con l’Inps sottoscriveremo un contratto di concessione amministrativa che ci permetterà di essere più versatili nel caso in cui dovessero esserci novità dal Ministero della giustizia. Sarà sufficiente destinare all’Inps altri locali comunali e riprendere possesso di quelli all’interno dell’ex Tribunale», spiega il sindaco Maurizio Marello.

Nessuna novità invece dall’Inail che nel 2017 avrebbe chiesto disponibilità di alcuni locali, ma alla dimostrazione di interesse non sarebbero seguiti atti ufficiali di richiesta al Comune di Alba.

Rimane infine aperta la questione della riforma della magistratura ordinaria, voluta dal Governo Gentiloni, per cui è prevista l’entrata in vigore nel 2021. In sostanza cadrà la distinzione tra giudici di pace e giudici onorari di Tribunale, ci sarà un’unica figura di giudice onorario, denominato giudice onorario di pace, cioè Gop. Le competenze del giudice onorario di pace si amplieranno notevolmente perché gli saranno attribuite le cause condominiali, i procedimenti di espropriazione mobiliare presso il debitore e di espropriazione di cose in possesso di terzi e i procedimenti meno complessi in materia di successioni e comunione. La competenza per valore del Gop viene estesa a 30mila euro e per gli incidenti stradali fino a 50mila euro. Il giudice di pace avrà poi la possibilità di decidere, secondo equità, tutte le cause di valore fino a 2.500 euro. Sul piano della competenza penale, saranno attribuite nuove fattispecie di reato. La nascita della nuova figura porterà alla necessità di avere numerosi uffici all’interno dell’ex Tribunale, che tornerebbe a essere utilizzato quasi interamente.

Marcello Pasquero

Il ministro Bonafede in città: Marello spera di incontrarlo

ALBA Il ministro della giustizia Alfonso Bonafede nel pomeriggio di mercoledì 31 ottobre è intervenuto sul tema della cosiddetta geografia giudiziaria, sempre caldo in città dopo l’accorpamento con il Tribunale di Asti, e in particolare negli ultimi mesi viste le aperture del nuovo Governo all’idea del ripristino di sedi dismesse.

Il pentastellato, durante il question time, il tradizionale “botta e risposta” a tempo limitato tra Parlamento e Governo in diretta televisiva, ha risposto a un’interrogazione firmata dal capogruppo alla Camera della Lega Riccardo Molinari e altri, illustrata dalla deputata leghista Aurelia Bubisutti, sulle intenzioni del Governo riguardo alla presenza di uffici giudiziari di primo grado sull’intero territorio nazionale.

Bonafede ha dichiarato: «L’interrogazione sulla quale mi è stato chiesto di riferire rappresenta l’occasione per manifestare la condivisione delle preoccupazioni e delle perplessità a essa sottese. Le questioni dell’estensione territoriale, le peculiarità e specificità dell’Italia e la densità demografica devono avere un ruolo centrale e ineludibile nella geografia giudiziale del nostro Paese: serve una rete capillare di presìdi per sicurezza e legalità». Ha aggiunto Bonafede: «Al contempo per correttezza di informazione devo dire che la ridistribuzione degli uffici giudiziari non ha determinato un aumento dei carichi di lavoro. In sostanza sul dato numerico al momento risulta che nulla sia cambiato in ordine al rapporto fra procedimenti e personale sia giudiziario che amministrativo. Il Governo e il mio Ministero si stanno attivando per un controllo delle esigenze dal territorio nelle zone dove c’è stata la soppressione, a seguito dalla riforma voluta dall’allora maggioranza e dall’allora ministro Orlando. La tematica è quindi oggetto della mia costante attenzione. Nel 2019 andremo ad aprire mille uffici di prossimità che permetteranno al cittadino di sentire la giustizia molto più vicina al territorio».

Il tema della revisione della geografia giudiziaria è compreso nel contratto di Governo Lega-5stelle; non sono però al momento noti i requisiti che staranno alla base delle ipotizzate riaperture. Parzialmente soddisfatta della risposta di Bonafede si è dichiarata Bubisutti, che non concorda però sul fatto che non ci siano state conseguenze a seguito delle soppressioni.

Il ministro Bonafede sarà ad Alba sabato 17 novembre in veste di relatore al venticinquesimo convegno nazionale di studi dell’associazione albese Studi di diritto commerciale, intitolato “Finanziamento e crisi della piccola e media impresa”, in programma all’auditorium Ferrero.

Il sindaco Maurizio Marello chiederà di incontrarlo: «Scrissi al ministro a inizio giugno per chiedere la riapertura del Tribunale di Alba, prevista nell’accordo per il “Governo del cambiamento” firmato tra Lega e M5s. Se il ministro acconsentirà a incontrarmi potrò dirmi più fortunato del presidente della Regione Sergio Chiamparino che da maggio chiede a Danilo Toninelli, titolare del dicastero di trasporti e infrastrutture, un incontro. A parte gli scherzi, vorrei ricordare a Bonafede i numeri del Tribunale di Alba, uno dei più virtuosi d’Italia al momento della soppressione, e chiedere che sia rispettato l’accordo di Governo che prevede la riapertura dei palazzi di giustizia chiusi tra il 2012 e il 2013».

Adriana Riccomagno