Sala piena per l’incontro Gazzetta-Slow Food su “La plastica che mangiamo”

Da sx Prandi-Borgogno-Petrini-Greco 14

ALBA “La plastica non biodegrada ma rimpicciolisce. Rimane nell’acqua e nei cibi, attraversa le membrane lipidiche e rimane nelle nostre cellule. Tanto che, in un recente studio in vari Paesi d’Europa, gli studiosi hanno trovato tracce di plastica nel 100% del campione umano analizzato”. Il biologo Silvio Greco lancia l’allarme ad Alba il 19 novembre, in una sala Vittorio Riolfo stracolma di persone per l’incontro organizzato da Gazzetta d’Alba e Slow Food.

Serata che coincideva anche con il lancio ufficiale della Comunità Laudato Si’ del giornale, ovvero il gruppo spontaneo che progetterà sul territorio azioni in favore dell’ambiente. Se da una parte la partecipazione denota la consapevolezza della cittadinanza circa l’urgenza del problema inquinamento, dall’altra significa che il dramma sta assumendo proporzioni macroscopiche non più ignorabili dal senso comune.

La conferenza titolava “La plastica che mangiamo” e prevedeva, oltre all’intervento di Greco, quello del giornalista Franco Borgogno e del fondatore di Slow Food Carlo Petrini. Baricentro della discussione, l’azione umana sul pianeta e in particolare l’impatto pervasivo e destrutturante del consumo di plastica.

“L’isola galleggiante sugli oceani composta da spazzatura e che tutti conosciamo non rappresenta che il 3% del materiale di scarto presente negli abissi”, ha concluso Greco. Nel prossimo numero di Gazzetta d’Alba (in edicola martedì 27 novembre) racconteremo l’incontro e le verità emerse, oltre alle azioni che ognuno può intraprendere per contribuire a una causa non rimandabile.

Matteo Viberti