Almeno a Natale facciamo un pensiero per chi sta costruendo il nuovo ospedale

Gentile direttore, chiedo ospitalità al suo giornale di cui sono un avido lettore per lanciare un appello al presidente della fondazione Nuovo ospedale Alba Bra, Bruno Ceretto. In questi mesi, a ragione, si è parlato molto del cantiere dell’ospedale di Verduno. L’unica cosa che pare interessare è la data di inaugurazione che da settembre è passata a Natale e slitterà ampiamente nel 2019.

Come delegato Filca-Cisl ho conosciuto i lavoratori, quelli che hanno costruito realmente il nuovo ospedale di Verduno che tutti speriamo, nonostante i ritardi, possa diventare un’eccellenza a livello nazionale.

Questi operai e impiegati si sono fatti carico dei sacrifici maggiori. Si tratta di trasfertisti, in gran parte dal Sud Italia, costretti a vivere in un container di 2 metri per 3. Una stanza in cui puoi mettere una brandina, un piccolo armadio, un tavolino e una sedia. Potete immaginare cosa voglia dire passare lì tutte le sere lontani da famiglia e amici, passare sabati e domeniche in queste condizioni, resistere stringendo i denti per poi avere stipendi sempre in ritardo. Quello del 2018 è l’ultimo Natale (si spera) che passeranno qui, per questo mi rivolgo al presidente Ceretto. Nel corso degli anni avete raccolto con la solidarietà della gente di questo territorio tanti soldi per l’ospedale di Verduno. Vi chiedo di ricordare per una volta i 15 operai e impiegati trasfertisti del cantiere con un pensiero o una visita.

Li ho conosciuti e le garantisco che lo meritano veramente e meritano di non essere dimenticati, almeno a Natale.

Francesco Biasi, delegato zonale Filca-Cisl