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Gesù non solo spiega la Parola, ma la realizza

PENSIERO PER DOMENICA – TERZA TEMPO ORDINAIO – 27 GENNAIO

Le letture della terza domenica del tempo ordinario si concentrano sulla condivisione comunitaria e liturgica della Scrittura. Noi sappiamo che la Bibbia può essere letta e meditata in tanti modi: da soli – per alimentare la nostra fede –, in gruppo – per confrontare le nostre convinzioni – e nel contesto di un’assemblea liturgica – come guida per la preghiera e la vita.

Prima della liturgia c’è la vita. La festa della Legge, convocata da Esdra e Neemia (Ne 8,2-10) segue il ritorno dall’esilio e la ricostruzione del tempio. Il testo paolino (prima lettera ai Corinzi, 12,12-30) riflette un problema ricorrente in tutte le forme di vita comunitaria: la fatica di conciliare le differenze all’interno della comunità. La liturgia sinagogale, che vede protagonista Gesù (Lc 4,14-21) all’inizio della sua vita pubblica, ha alle spalle trent’anni passati a Nazareth. Anche i credenti che si ritrovano la domenica in chiesa per la Messa portano idealmente con sé il lavoro, la fatica, le gioie della settimana. Secondo la felice espressione del Vaticano II, la Messa è culmen et fons: chiude una settimana e ne apre un’altra.

Predica di Gesù nella sinagoga, da una miniatura inglese del XIV secolo (Londra, British Museum).

La Parola aiuta a raccordare fede e vita. Molto importante è il metodo con cui viene proclamata. I tre momenti prospettati nel libro di Neemia sono ancora attuali. Il primo passo è la lettura ad alta voce, «a brani distinti». A seguire, la spiegazione del senso: lo scavare dentro il testo per far emergere i diversi significati, anche nascosti. Come recita un antico detto rabbinico, giocando sul valore simbolico dei numeri, «ogni parola della Bibbia ha settanta volti». Il terzo momento è comprendere la lettura. In questo caso, è una comprensione comunitaria: cosa vuole dirci il Signore con questa parola? Quali impegni di vita ci chiede?

Anche Gesù seguiva questo metodo. «Venne a Nazareth… di sabato entrò nella sinagoga»: Gesù era cresciuto a Nazareth. Su invito del presidente, ogni maschio adulto, dopo aver letto la Scrittura, poteva prendere la parola. A Gesù viene dato il rotolo di Isaia. Gesù sceglie Isaia 61,1-2a, che contiene l’annuncio dell’anno giubilare, l’anno in cui la terra, dono di Dio al suo popolo, sarà ridistribuita ai poveri. Il commento di Gesù è l’omelia più breve della storia: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltata»! Gesù non annuncia la vicinanza del Regno, ma il compimento delle promesse. Gesù non è solo uno scriba che spiega la Parola: la realizza. Non spiega in cosa consista la salvezza, ma la dona di fatto. E continua a farlo ogni domenica.

Lidia e Battista Galvagno