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Grave colpo per Bra: l’Abet laminati annuncia 112 licenziamenti

BRA Nella giornata di lunedì 21 gennaio l’azienda Abet laminati, principale realtà occupazionale della città di Bra con circa 600 dipendenti, ha convocato i sindacati per comunicare che a seguito di una ristrutturazione e riorganizzazione aziendale ha deciso di aprire una procedura di licenziamento collettivo per un totale di 112 dipendenti.  Spiegano le rappresentanze sindacali: «I reparti spedizioni, magazzini materie prime, magazzini scorte e velatrici verranno esternalizzati e  verranno chiuse le filiali di Roma e Reggio Emilia.  Negli altri reparti e mansioni sono stati dichiarati esuberi. La Rsu Cgil,Cisl e Uil ha proclamato il blocco immediato di tutti gli straordinari».

Abet  laminati vanta due siti produttivi a Bra, 6 filiali commerciali in Italia e 13 consociate estere nei principali mercati di sbocco commerciale (Francia, Germania, Olanda, Belgio, Regno Unito, Russia, Svizzera, Spagna, Polonia, Usa, Canada, Cina, Australia).  In totale il gruppo Abet impiega circa mille persone, produce oltre 21 milioni di mq/anno di laminato plastico, consolidando  un fatturato di circa 190 milioni di euro.

Spiega la proprietà dell’Abet: «Nonostante i successi ottenuti, l’accresciuta competitività internazionale e la presenza di nuovi concorrenti operanti in Paesi a basso costo produttivo, rendono necessaria una riorganizzazione  e una riduzione dei costi aziendali per sostenere il rilancio. Per questo motivo è stato oggi presentato un piano di diminuzione dell’organico aziendale tramite l’apertura di una procedura di mobilità. Questo intervento  si accompagna a un ambizioso progetto di investimenti (già in corso) per garantire  il successo della Abet laminati nei prossimi anni.  In particolare l’azienda è impegnata nella  costruzione di un nuovo capannone industriale a Bra per ospitare una nuova linea di produzione ad altissima capacità (pressa e impregnatrice fenolica); nella creazione di un nuovo reparto per la stampa digitale;  nel rafforzamento di alcune consociate estere  (in particolare Usa, Germania e Cina). L’azienda si dichiara fin d’ora disponibile ad attivare tutti gli strumenti necessari per limitare gli effetti della riorganizzazione, riducendone i disagi conseguenti».

d.l.